Il lutto
martedì 31 Marzo, 2026
Addio a Carlo Zamboni, storico volto dell’alta moda arcense
di Leonardo Omezzolli
Il ricordo dell'amico commerciante Enio Righi: «Riservato e professionale, ha sofferto molto l'arrivo dell'e-commerce»
Nel 2018 aveva abbassato le serrande dello storico negozio di vestiti di alta moda «Zamboni 3», in via della Cinta, nel quale lavorava fianco a fianco con la moglie Marisa Pederzolli vestendo generazioni di arcensi e non solo. Ieri, la malattia, ha messo un punto anche alla sua esistenza togliendo all’affetto dei suoi cari e alla comunità di Arco una delle sue figure più preziose e che ha segnato con la propria attività un pezzo di storia cittadina. Carlo Zamboni non lo si vedrà più passeggiare per la sua Arco o su quei sentieri di montagna che tanto amava frequentare in compagnia di amici veri. A 79 anni dopo una lunga malattia il suo estro si è spento. Lascia la moglie Marisa, e le amate figlie Giorgia e Silvia.
Carlo Zamboni era parte della grande famiglia Zamboni, commercianti di lunga data e che hanno, per decenni, accompagnato la vita di migliaia di cittadini attraverso i vari punti vendita Arredocasa (ancora attivo in via Sana Caterina), Zamboni abbigliamento (detto ai Portici per la sua pregiata localizzazione sotto palazzo Giuliani in piazza Tre Novembre) che ha recentemente chiuso i battenti e che a breve vedrà sorgere la nuova libreria Cazzaniga, e, infine Zamboni 3, dedicato al taglio sartoriale più raffinato. Carlo e la moglie ne erano i custodi che con sapienza sapevano scegliere i capi e adattarli alle esigenze della propria clientela. Uno dei pochi negozi che fino agli ultimi giorni aveva il proprio sarto così da garantire la migliore vestibilità. «Per me è stato uno di quegli amici con la A maiuscola – ricorda Enio Righi, altro storico commerciante di Ferramenta e che per 30 anni è stato dirimpettaio di esercizio di Zamboni -. Siamo stati fianco a fianco per trent’anni, ma oltre ad essere vicini di attività eravamo amici e insieme abbiamo camminato molto in montagna. Per Carlo i monti erano una passione. Era stato anche uno sportivo della montagna – ricorda Righi -. Ha fatto la prima edizione della Marcialonga, gli piaceva sciare e scalare. Era una buona persona, riservata, ma che sapeva aprirsi con chi prendeva a cuore. Nel suo lavoro era professionale. In negozio aveva abiti importanti e un sarto per far sì che tutti potessero vestire al meglio quei capi di abbigliamento».
Poi l’avvento di internet ha cambiato il mondo del commercio e Zamboni si è trovato a lottare contro i giganti. «Il mondo dell’online – ricorda Righi – non gli piaceva perché toglieva la professionalità della vendita e dell’assistere il cliente. Ha provato a contrastare quel mondo con la professionalità che lui e la moglie mettevano nel loro negozio». Poi nel 2018 la decisione di ritirarsi e di chiudere uno dei punti vendita più riconosciuti in tutto l’Alto Garda. La morte di Zamboni segna ancora di più il passaggio ad una nuova era commerciale fatta di vicinanza al cliente e di alta competenza e assistenza. La storia Zamboni prende il via nel 1907 quando il pro-zio, anch’egli di nome Carlo, ottenne la prima licenza commerciale. Nacque così il negozio di tessuti e mercerie sotto i portici che verrà poi passato di mano ai nipoti Francesco, Giovanni e Vittorio. Nel ’49 il figlio di Giovanni, Enrico, inizia la collaborazione seguito dai figli Corrado, Maria e Cecilia di Francesco, e Ida, Gemma, Maria e Margherita figli di Giovanni. Arriveranno poi i figli di Vittorio a seguire le orme paterne, con Enrico, il nostro Carlo, e le sue sorelle Angela e Anna.
Il funerale si svolgerà domani alle 15.30 in Collegiata ad Arco.
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