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mercoledì 25 Marzo, 2026

Nuovo stato dell’Autonomia, l’Austria dà il via libera, ma l’FPÖ non ci sta: «Così si fa la felicità di Roma e dei neofascisti italiani»

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La deputata tirolese, nipote di Eva Klotz, se la prende in particolare con l'indebolimento del criterio della residenza per il diritto di voto, oltre alla revisione delle quote etniche

Duro attacco dal fronte della destra austriaca sul tema dell’autonomia dell’Alto Adige. La deputata tirolese Gudrun Kofler, esponente dell’FPÖ e portavoce del movimento in Alto Adige, ha criticato duramente il via libera del governo federale di Vienna al progetto italiano di riforma dello statuto di autonomia della provincia di Bolzano.

In una nota, Kofler, nipote della storica esponente secessionista sudtirolese Eva Klotz, parla di «sottomissione quasi imbarazzante» da parte dell’esecutivo austriaco, sostenuto dal ÖVP, dallo SPÖ e dai liberali di NEOS. Una situazione che, parole testuali della deputata austriaca, «Fanno la felicità di Roma e dei neofascisti italiani».

Secondo l’esponente dell’FPÖ,  definire la riforma come un intervento di «conservazione e rafforzamento dell’autonomia» rappresenterebbe «un cinico eufemismo», sostenendo invece che si tratti di «uno smantellamento sistematico dei diritti delle minoranze etniche tedesca e ladina».

Nel mirino anche alcuni aspetti specifici della riforma, come l’indebolimento del requisito di residenza per il diritto di voto, il sistema delle quote etniche e l’utilizzo della denominazione “Alto Adige”, considerati da Kofler segnali di una “strisciante italianizzazione”.

La deputata richiama inoltre il ruolo storico dell’Austria come «potenza protettrice» dell’autonomia altoatesina, sancito dall’Accordo di Parigi del 1946 e dagli accordi internazionali successivi, accusando Vienna di aver «tradito» questa funzione.

«Il governo federale ha definitivamente abdicato alsuo ruolo di garante – la conclusione – tradendo gli altoatesini che si sono affidati all’Austria come baluardo contro il centralismo italiano».