Il lutto
venerdì 20 Marzo, 2026
Rovereto, addio a Mihaela Olenici Avram: insegnante all’Arcivescovile e allenatrice di calcio: aveva inventato le «Arcivescoviadi»
di Giacomo Polli
È scomparsa tragicamente all'età di 45 anni
Aveva fatto dell’insegnamento e dello sport la passione di una vita intera. Era una persona energica, entusiasta e sempre ottimista, nonostante una malattia che per dieci lunghi anni l’ha messa a dura prova e a cui, alla fine, ha dovuto arrendersi. Il mondo dell’istruzione, e più in generale la comunità di Rovereto, piange la scomparsa di Mihaela Lucia Olenici Avram, venuta a mancare nella mattinata di ieri all’età di 45 anni. Era arrivata in Trentino negli anni 2000 dalla Romania, più precisamente dalla città di Timisoara, seguendo il marito già trasferitosi in Italia. Poco dopo ha iniziato a insegnare educazione fisica all’Arcivescovile di Rovereto, sia alle scuole medie che al Lia, dove ha lavorato per 20 anni lasciando un ricordo indelebile tra studenti e professori. «Ha lavorato per tanto tempo all’Arcivescovile – racconta visibilmente commossa Flavia Stefani, vice preside dell’istituto -. Ha lasciato un ricordo bellissimo: era una persona sempre disponibile, energica e amatissima da tutti. Aveva una grande passione per lo sport e per il suo lavoro, arrivando ad ideare le “Arcivescoviadi”, le Olimpiadi della scuola, una manifestazione davvero molto sentita tra gli studenti. Mihaela era una trascinatrice e sempre ottimista». Un ottimismo che non ha mai smesso di mostrare, nemmeno nei periodi più difficili della sua vita. A ricordarla con particolare commozione nel giorno della sua scomparsa anche i suoi ex alunni, tra cui la classe Lia dei ragazzi nati nel 1995: «Era davvero una brava professoressa. La ricordiamo con grande affetto e gioia. Tra le diverse esperienze insieme, ci accompagnò in gita a Timisoara, nella sua città d’origine. Conserveremo sempre con noi il suo ricordo».
Oltre all’insegnamento, Olenici non ha mai smesso di coltivare l’altra sua grande passione: quella per il calcio. Un amore che ha sviluppato da piccola, all’età di tre anni, che l’ha portata a vestire le maglie e del Timisoara e del Motorvloradea nella Serie A romena, oltre che quella della sua nazionale per sette anni.
Arrivata in Italia ha scelto di allenare le squadre dei bambini locali, tra cui quelle dell’Asd Rovereto, società che oggi piange la sua scomparsa. «Anche nei momenti più difficili non ha mai mollato – ricorda Vittorio Caliari, presidente della squadra -. Veniva sempre al campo con un entusiasmo trascinante, aveva una passione unica. È sempre stata ottimista nonostante tutto. Era un grandissimo esempio, riusciva a trasmettere grande forza. Parlava serenamente delle cure che faceva, aveva una grande fede nel percorso che stava facendo. Era una leonessa». Un cordoglio, quello della società, condiviso anche da dirigenti, tecnici e giocatori, che hanno ricordato: «Mihaela non è stata solo un’allenatrice, ma un esempio vivente di coraggio e tenacia. Nonostante una lunga battaglia contro la malattia, non ha mai fatto mancare ai piccoli atleti la sua pazienza, la sua disponibilità e quella luce speciale che portava sul rettangolo di gioco. La sua energia, rimasta intatta fino alla fine, continuerà a guidare i nostri passi in campo e fuori. Ci ha insegnato che la gara più difficile si gioca col sorriso, pure quando le forze sembrano venire meno. Guida preziosa per i nostri campioncini con un’energia cristallina e davvero contagiosa all’interno della società. Una combattente orgogliosa e instancabile, fino all’ultimo respiro». Mihaela Lucia Olenici Avram lascia il marito e due figli. I funerali si terranno lunedì alle 15 alla Chiesa Sacra Famiglia, poi sarà sepolta al cimitero San Marco.
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