Politica

venerdì 20 Marzo, 2026

Una casa a prezzo agevolato per ripopolare i comuni periferici del Trentino, il bando è un successo: 551 domande. L’area più gettonata? L’alta val di Non

di

Anche Rabbi tra i comuni più richiesti. E ne è arrivata una anche per Sagron Mis (Primiero Vanoi), prima snobbato

Sono 551 le domande presentate nelle due finestre del bando promosso dalla Provincia autonoma di Trento per la rivitalizzazione delle aree a rischio spopolamento. Un dato che conferma il forte interesse verso una misura pensata per favorire il recupero del patrimonio abitativo e incentivare nuovi progetti di vita nei territori montani e periferici.

A rendere noti i numeri sono stati il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore alle politiche per la casa Simone Marchiori, a margine della seduta di Giunta riunita a Trambileno.

Delle richieste complessive, 72 arrivano da fuori provincia, segno di un’attrattività che va oltre i confini locali. Nel dettaglio, 291 domande sono state presentate nella prima finestra e 260 nella seconda.

“Anche nei comuni con numeri più contenuti, si tratta di un’opportunità importante per mantenere vive le comunità, soprattutto nelle aree montane”, ha sottolineato Fugatti. Sulla stessa linea Marchiori: “Il bando rappresenta uno strumento concreto per recuperare il patrimonio edilizio esistente e favorire nuovi percorsi di residenzialità”.

I comuni più richiesti
Tra i territori che hanno registrato il maggior numero di domande spicca Novella, in Alta val di Non con 55 richieste, seguito da Rabbi (46), Bleggio Superiore (39), Mezzano (36) e Vermiglio (34).

Segnali positivi arrivano anche dai piccoli centri: a Sagron Mis è stata presentata una domanda, dopo l’assenza totale nella prima finestra.

Le aree più dinamiche
Guardando alle comunità territoriali, il maggior numero di richieste si concentra nelle Giudicarie (134 domande), seguite da Val di Sole (95) e Valsugana e Tesino (93). Numeri più contenuti ma comunque significativi si registrano anche in realtà più piccole, come Luserna e Frassilongo.

Intanto, per alcune delle iniziative approvate nella prima finestra del 2025, i cantieri sono già partiti, segno che la misura sta iniziando a produrre effetti concreti sul territorio.

L’obiettivo resta chiaro: contrastare lo spopolamento delle valli e rilanciare le comunità locali, puntando su casa, qualità della vita e nuove opportunità per chi sceglie di vivere in montagna.