Razionalizzazioni
domenica 3 Maggio, 2026
Sempre meno nascite, in Val Rendena i Comuni studiano come accorpare le scuole
di Stefano Marini
I sindaci di Carisolo, Giustino e Massimeno si sono incontrati per iniziare a valutare provvedimenti e far fronte all'«Inverno Demografico»
Il calo demografico continua a mordere e anche nella ricca Val Rendena è necessario iniziare a farci i conti. Per questo nei Comuni dell’alta Valle è iniziato a svilupparsi un ragionamento, per ora embrionale, riguardo ai futuri assetti degli istituti scolastici.
Negli ultimi anni l’Italia è stata spesso descritta come «il Paese delle culle vuote». Stando ai dati Istat, i bambini nati in Italia nel 2025 sono stati in media solo 1,14 per donna, in calo rispetto alla media di 1,18 del 2024, un dato dal quale non si discostala Val Rendena, dove venerdì scorso i primi cittadini di Carisolo, Giustino e Massimeno si sono incontrati proprio per ragionare su questi temi.
«Non c’è stato di nulla di particolare, è stata più che altro una riunione di cortesia – precisa il sindaco di Carisolo, Dario Polli – nelle ultime settimane nostre assessore all’istruzione si sono ritrovate e hanno iniziato a sviluppare dei ragionamenti. Due giorni fa (giovedì, Ndr) ci siamo incontrati io, il sindaco di Giustino e quello di Massimeno, per approfondire. Alle elementari di Carisolo abbiamo 60 bambini mi pare ce ne siano 48 Giustino, Pinzolo ha a sua volta numeri simili. Non sono grandi numeri, però sia le scuole di Giustino che quelle Carisolo sono molto efficienti. Le classi piccole aiutano ad offrire una migliore qualità dell’insegnamento. A Carisolo di recente abbiamo anche finanziato l’edificazione dell’asilo nido. Nel corso dell’incontro abbiamo valutato vari scenari ma nessuna decisione è stata presa, anche perché Pinzolo non ha partecipato».
Invita alla calma anche Manuel Cosi, sindaco di Giustino: «A livello scolastico non vedo nessuna emergenza – afferma il primo cittadino – al momento i numeri dei bambini ci sono. Le strutture sono funzionali e anche il corpo docente non presenta defezioni. Poi certo, il calo demografico è reale, ma non è un fenomeno che interessa solo la Rendena. Poi è logico che in prospettiva dei ragionamenti dovranno essere fatti. In prospettiva stiamo ragionando su come ottimizzare le strutture esistenti, sia dal punto di vista economico che edilizio».
Dovendo scegliere Cosi si terrebbe le primarie: «Giustino ha come struttura scolastica principale le elementari, che sono ben strutturate in tutte le loro parti e da parte nostra c’è capacità di investire – specifica il sindaco – altri Comuni stanno invece lavorando su altre tipologie di scuole. Va comunque chiarito che l’aggregazione per risparmiare non è sempre realizzabile né auspicabile. Da noi si è sempre ragionato su piccole classi. Io ad esempio vengo da una storia dove in classe eravamo in cinque. Non vuol dire che non si debba ragionare sull’organizzazione ma con calma realismo e senso della prospettiva. Non vogliamo perdere le elementari e nemmeno perdere qualità nell’insegnamento, che si realizza meglio con numeri contenuti».