Cronaca

sabato 7 Marzo, 2026

Famiglia nel bosco, il caso mobilita il governo. Roccella: «Scelta estrema separare i bimbi dai due genitori»

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La ministra attacca il Tribunale per i minori e l'esecutivo apre una nuova crepa con la magistratura

«Separare i genitori dai figli è davvero una misura estrema». Lo ha detto la ministra alla Famiglia, alla Natalità, alle Pari Opportunità Eugenia Roccella a Sky Tg24 riferendosi alla vicenda della famiglia nel bosco. «Quello che ha chiesto la Garante per l’infanzia – ha aggiunto – è davvero il minimo sindacale: prima di separare i bambini dai genitori bisognava fare una valutazione e non dopo».

Venerdì sera la madre della cosiddetta “famiglia del bosco” ha varcato il cancello della casa famiglia a Vasto (Chieti) che la ospitava dal 20 novembre scorso, questa volta senza i suoi figli. La donna è stata costretta ad abbandonare la struttura a seguito di un’ordinanza restrittiva emessa dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. Il provvedimento ha disposto il trasferimento immediato dei bambini in un’altra località protetta, stabilendo che, da questo momento, il percorso dei minori proseguirà senza la presenza della madre.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni, ha chiesto la sospensione del provvedimento. «Da notizie di stampa – si legge in una nota – apprendiamo che i minori Trevaillon verranno spostati dalla casa famiglia che li ospita da ormai quattro mesi per essere destinati a un’altra struttura, e che la madre Catherine Birmingham non li seguirà nella nuova destinazione, venendo separata da loro. Qualche settimana fa una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti aveva già segnalato lo stato di disagio e sofferenza dei minori e indicato come fosse ‘indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini’. Auspicio scientificamente fondato che non ha invece trovato alcun ascolto. Ci si starebbe anzi muovendo in direzione contraria, infliggendo ai minori l’ulteriore trauma di essere separati, oltre che dal padre, anche dalla madre».

«In nome del principio inaggirabile del superiore interesse del minore – conclude Terragni – che è e deve restare sempre e saldamente al centro di questi provvedimenti auspico un ulteriore approfondimento medico indipendente sulla base di quanto già verificato». Ieri pomeriggio Nico Liberati, coordinatore di #DifesaMinori, ha organizzato a Vasto una fiaccolata a sostegno della famiglia. «L’istituto della tutela del minore – ha detto a LaPresse – non può fondarsi sulla disgregazione della famiglia e necessita urgentemente di una riforma, di un cambio di paradigma, la burocrazia non deve surrogare il diritto, mentre oramai è chiaro un accanimento ‘terapeutico’ nei confronti della famiglia Trevallion, una azione monitoria sulla pelle di questa famiglia».

Nei giorni scorsi la stessa premier Giorgia Meloni aveva scritto su Facebook che «una magistratura che pretenda di sostituirsi» ai genitori «ha dimenticato i suoi limiti». «Dove sarebbe il superiore interesse del minore, quando dei bambini vengono allontanati dal padre, poi dalla madre, per stare mesi e mesi in una casa-famiglia, sempre più soli, perché i giudici del Tribunale dei Minorenni non condividono lo stile di vita della famiglia?» scriveva Meloni. Va ricordato però che nel decreto Caivano, fortemente voluto dalla premier, è previsto il carcere (fino a 2 anni) per i genitori che non mandano i figli a scuola, e nel caso della famiglia nel bosco i bambini non sanno nè leggere nè scrivere e appunto non vanno a scuola.