Il caso

lunedì 2 Marzo, 2026

Il cuore bruciato, il taglio al ventricolo, il clampaggio: le ipotesi su cosa è andato storto nel trapianto del piccolo Domenico

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L’avvocato Petruzzi punta l’indice sulla fase di espianto a Bolzano e sulla strategia terapeutica: «Bisognerà chiarire se l'aorta sia stata bloccata prima dell'arrivo del nuovo organo»

«Dall’incidente probatorio ci auguriamo che emerga un dato in particolare, e cioè se si sarebbe potuta percorrere un’altra strada terapeutica dal 23 dicembre in poi in favore del piccolo Domenico, rendendolo trapiantabile quando poi si è verificato l’arrivo di un secondo cuore». Così l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni morto all’ospedale Monaldi di Napoli lo scorso 21 febbraio due mesi dopo essere stato sottoposto a un trapianto di cuore con un organo danneggiato.

Sempre in sede di incidente probatorio, ha aggiunto il legale, «dovremo approfondire anche sull’eventuale lesione del cuore in fase di espianto, il taglio al ventricolo sinistro che parrebbe essere stato rilevato dai medici di Innsbruck» presenti in sala operatoria a Bolzano per l’espianto degli organi quando l’équipe proveniente dal Monaldi ha prelevato il cuore poi giunto irrimediabilmente danneggiato a Napoli.

Infine, ha aggiunto il legale, «bisognerà chiarire l’esatto orario del clampaggio aortico che ha dato inizio alla cardiectomia, cioè se l’aorta è stata clampata prima dell’arrivo in sala della box con il cuore ‘nuovo’».