Il festivàl
sabato 28 Febbraio, 2026
Le pagelle della serata cover. Il vero trionfo? Gli Occhi di Gatto delle Bambole di Pezza con Cristina d’Avena. Sorpresa DitonellaPiaga – TonyPitony
di Gabriele Stanga
Tredici Pietro aiutato da papà Gianni Morandi. Voto 2 a chi ha tagliato il bacio tra Levante e Gaia
Le Bambole di Pezza che cantano Whole Lotta Love con Cristina D’Avena, la vittoria annunciata di DitonellaGaga e Tony Pitony, un sorprendentissimo Sayf che si porta la mamma sul palco e suona anche la tromba, il bacio tra Levante e Gaia che la Rai ha provato a censurare. Beh, che dire la serata delle cover è stata sicuramente la migliore di questo Festival. E ha parlato soprattutto la musica, per una volta. Tante cose belle, alcune molto belle e alcune bruttarelle. Non si può avere tutto ma al almeno si è usciti dal mare della mediocrità. Per il resto emozionante il ritorno di Bianca Balti, stucchevole la lezioncina di Schettini sui pericoli dei social per i ragazzi, soprattutto alla luce di quanto emerso nei giorni scorsi. Poi qualche gag tra Carlo Conti e Siani, con dedica a Pippo Baudo e il premio alla carriera a Caterina Caselli. Un menù ricco in attesa di scoprire, questa sera, chi sarà il vincitore. Intanto, giuria e pubblico, nella serata cover hanno premiato DitonellaPiaga e Tony Pitony, seguiti da Sayf, Biondi e Britti e da Arisa accompagnata dal coro del Teatro Regio.
Tredici Pietro e Gianni Morandi 5,5 Carino a duettare col papà. Si ferma lì, non ci arriva neanche a pregare.
Michele Bravi e Fiorella Mannoia 6,5 Bravi è più a fuoco qui che nel suo pezzo e Fiorella riesce a tenere il confronto con Ornella. Un bell’omaggio
Maria Antonietta e Colombre + Brunori Sas 4,5 non credo che Brunori abbia mai fatto una cosa così brutta. Colombre non pervenuto.
Fulminacci 5 Ma perchè dovete fa’ così? Ma Mina lasciatela stare se non siete in grado. Ma anche Alberto Lupo. Mezzo punto in più solo per il “Che Belva sei”. Per il resto il tentativo di recitazione della Fagnani sembra ispirato a Can Yaman.
Bambole di Pezza 110 e lode Chi avrebbe mai immaginato di sentire un fry scream a Sanremo e di sentirli in un medley tra Occhi di Gatto e Whole Lotta Love con Cristina D’Avena sul palco in versione Goth. E come canta Cleo. Nessuno degli altri cantanti in gara sarebbe in grado di fare questa cosa qui, ma proprio a livello tecnico – non Arisa, non DitonellaPiaga, nemmeno Serena Brancale – non saprebbero da dove cominciare. Però non vanno nemmeno sul podio, mah. Qualcuno dia a Cesare quel che è di Cesare.
TonyPitony e Ditonellapiaga 9 Chi scrive pensa che Tony Pitony sia la versione di wish (ma molto di wish) degli Sleep Token con una spolverata di sessismo. Però a sto giro l’esibizione è magistrale, cantano benissimo sia lui che Ditonellapiaga, anzi DitonellaGaga. Molto bello anche lo sketch e il medley con “Baciami Piccina”. Vittoria
Sayf, biondi e Britti 9+ Ma che bravo Sayf. Si porta Biondi come “spalla” (si fa per dire) nel duetto e Britti alla chitarra. E non sfigura affatto, anzi emerge. Altra cosa nella lista delle cose inaspettate: Sayf che suona la tromba. E lo fa benissimo. Perchè non farlo anche nel proprio pezzo?
Arisa 7,5 Impeccabile, controllata, mai forzata. Però canta tutto nella stessa identica maniera. Che sia Leonard Cohen, un suo pezzo o uno di Fiorella Mannoia, il copione non cambia e l’intenzione è sempre la stessa. La pizza margherita è buonissima ma se la mangio tutti i giorni mi viene un’intolleranza al lattosio.
Levante e Gaia 8,5 Gaia sa cantare eccome, senza quelle palate di autotune inutile. Bellissima chimica e ottima interpretazione di entrambe. Prosegue la crociata della Rai contro Levante. Voto 2 a chi ha tagliato il bacio.
Serena Brancale, Delia e Gregory Porter 8,5 Il vestito da matrona di Temu è una roba che grida vendetta. Però che belle le armonizzazioni. Delia è stata la cosa migliore di questa edizione di X Factor ed è bello che qualcuno se ne sia accorto. Gregory Porter gigante.
Luchè e Grignani 7 Una bella redenzione per Grignani dopo le figuracce ai Festival degli ultimi anni. Falco a Metà è probabilmente il suo pezzo più intimo ed entrambi lo interpretano col dovuto rispetto. Mezzo punto in meno per qualche tentato virtuosismo un po’ forzato.
D’argen Damico, Pupo e Fabrizio Bosso 6 Viene da chiedersi perchè un genio come Fabrizio Bosso si sia prestato a questa cosa. Si salva il messaggio antimilitarista ma musicalmente vien fuori una baracconata.
Tony Pitony e DitonellaGaga 9 Chi scrive pensa che Tony Pitony sia la versione di wish degli Sleep Token e dei President, con una spolverata di sessismo che in questo Paese piace tanto. Però a sto giro l’esibizione è magistrale, lui canta bene, Ditonellapiaga, anzi DitonellaGaga, benissimo. Molto belli anche lo stacchetto teatrale e il medley. Vittoria attesa ma anche meritata.
Chiello 4 Dov’è Morgan? (semicit.) Basta Chiello per uccidere Tenco un’altra volta. Outfit da comparsa in Dune.
Dardust e Ermal Meta 8,5 Dardust è un’eccellenza della nostra musica che sta avendo il giusto riconoscimento in tutto il mondo. Ermal in formissima. E in inglese forse canta anche un pelo meglio che in italiano.
Elettra Lamborghini e Las Ketchup 6 Elettra versione villaggio turistico diverte e si diverte, senza troppe pretese . Manca la twerkata anche stasera ma è decisamente più in forma. Si sarà unita ai festini bilaterali o avranno smesso?
Eddie Brock e Fabrizio Moro 6 Finchè Eddie Brock non va sull’ottava alta, tutto a posto. Poi qualche sbavatura e qualche problema sulle armonizzazioni. Però molto meglio del previsto.
Mara Sattei e Mecna 5,5 Una domanda bisogna proprio metterlo dappertutto il pezzo rappato? Perchè qua non ci stava per niente e rovina un pezzo di storia della musica italiana. Mara Sattei tecnicamente ottima, sarebbe stato meglio se l’avesse cantata da sola.
Patty Pravo 6 Di nuovo Vulvia ma in blu. Andrijashenko incredibile, lei canta ancora bene per l’età che ha ma è un po’ sempre la stessa cosa dal 1966 ad oggi.
Tommaso Paradiso e gli Stadio 7,5 Tommaso l’ha fatta 55mila volte live,è un suo cavallo di battaglia. Gli Stadio sono la scelta migliore per il duetto. A entrambi manca un po ‘ la vena ironica e istrionica del grande Lucio, un bel tributo.
Fedez e Masini 6,5 Masini ritrova le sue abilità canore perdute a parte su quelle “I” strozzate che fanno storcere il naso. Fedez in versione tronista piuttosto inutile. Il voto è una media
Leo Gassman e Aiello 6 Mi aspettavo un “Sesso Occasionaleeee” da qualche parte. Un po’ scoordinati sul finale. Diciamo che anche qui chi fa da sè fa per tre.
Sal Da Vinci e Zarrillo 5 Sal perde la voce, all’inizio, poi trema tutto,è emozionatissimo e si vede. Michele Zarrillo non nella sua migliore giornata e invecchiatello.
Lda e Aka 7even 6,5 Aka /even canta bene e lo dimostra, Lda fa il compitino, non aggiunge e non toglie. L’impressione è che sia lì un po’ per rappresentanza. De Piscopo un’istituzione.
J Ax e Ligera Country fam 6 Quest’anno lo Zio si è trasformato nel love coach Maurizio Romano. Si ripara la testa. Paolo Jannacci è incatenato all’eredità del padre, ogni tanto piacerebbe sentirlo fare qualcosa di diverso.
Enrico Nigiotti e Alfa 8 En e Xanax è uno dei pochi classici che il cantautorato italiano contemporaneo sia riuscito a regalare e fa sempre scendere una lacrimuccia. Nigiotti la sente tanto e si percepisce, Alfa aggiunge qualche rima ma restando rispettoso.
Raf e The Kolors 5 Nè carne nè pesce.
Nayt e Joan Thiele 5,5 Si ostinano a cantare De Andrè dopo il vilipendio di cadavere fatto da Olly lo scorso anno. Loro non fanno nulla di impresentabile ma non brillano neppure. Perde tutta la profondità, c’era bisogno di qualcosa in più.
Malika Ayane e Claudio Santamaria 6,5 Claudio Santamaria tiene la prova Mina mwglio di Fulminacci. Bravini tutti e due ma manca il guizzo e finisce per fare un po’ l’effetto Saggio di Canto.
Francesco Renga e Giusy Ferreri 5 Space Oddity và cantata in Inglese. L’adattamento italiano è una delle poche porcherie mai fatte da Mogol (non me ne voglia) e stravolge senza motivo il senso di Bowie. In più cantata così la invecchiano di cent’anni.
Samurai Jay e Roy Paci 5 Tremendi. Dalla pronuncia all’arrangiamento, all’interpetazione vocale. Dopo 15 secondi, viene già da chiedere scusa a Zucchero. Poi di nuovo la scenetta con Belèn, anche basta. Però buon falsetto.
Le pagelle
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di Gabriele Stanga
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