La rubrica

giovedì 26 Febbraio, 2026

Sanremo 2026, le pagelle della seconda serata: Lauro da standing ovation, Levante bravissima (ma snobbata), Ermal Meta in accappatoio

di

Carlo Conti ha fretta, i testi non passeranno alla storia. E il televoto punisce le cantanti: neanche una donna in top 5 in un’edizione in cui maschietti non brillano affatto

Anche oggi in anticipo, Salvini inizia a temere che gli rubino il posto ai Trasporti. Ma i Conti, Carlo li farà alla fine, sempre che ne abbia il tempo. Anche perché al momento i conti dicono che Sanremo si è perso un po’ di ascolti per strada. Tre milioni in meno rispetto all’anno scorso la prima serata, quasi un milione in meno la seconda e lo spettro di Ama-Fiore che se la ride dietro le quinte. Ad ogni modo il giorno 2 scorre meglio rispetto al giorno uno, anche perché 30 canzoni in una volta sola sono state un po’ pesanti da digerire. Meglio il formato a 15, specie se per il 67% i brani sono scritti dagli stessi autori, che bene o male scrivono sempre le stesse cose. Se si prova a sparare nel mucchio è molto probabile che si becchi uno tra Edwyn Roberts, Federica Abbate e Davide Petrella tra le penne di uno qualsiasi dei pezzi in gara. Ed è così da qualche anno, anche se stavolta ci sono grandi assenti come Michelangelo, altro nome ultra-presente nelle ultime kermesse sanremesi. Tutti meritevoli? Forse ma siamo un po’ ai limiti della casta, se non dell’oligopolio creativo.

Chiusa parentesi, tornando alla gara questa «puntata» funziona meglio non solo per i numeri, ma anche perché tra ospiti e co-conduttori, regala qualche emozione in più. Principe della serata è Achille Lauro che non parte benissimo come spalla alla conduzione ma si riscatta alla grande quando fa il suo. Molto bello il duetto con Laura Pausini su «16 Marzo», da standing ovation il tributo ai ragazzi di Crans Montana, una versione potentissima del brano «Perdutamente» insieme al soprano Valentina Gargano e ad un coro di 20 elementi, che resterà il momento migliore del festival fino alla chiusura. Dovuto e intenso anche l’omaggio ad Ornella Vanoni, con la nipote Camilla Ardenzi che interpreta «l’Eternità», senza farsi schiacciare dalla responsabilità: «Mi ha insegnato a non pensarci troppo», racconta. C’è spazio anche per il premio Città di Sanremo ad un Fausto Leali visibilmente emozionato e per qualche posa di Lillo che insegna a Lauro e Pausini l’arte del «microfoning».

Pagelle Giovani

Nicolò Filippucci 6,5 Un po’ Mahmood, un po’ Irama ma con una tecnica decisamente migliore di quest’ultimo. Bel falsetto, buon cambio di registro, un po’ poca cifra artistica.

Blind, Elma e Soniko 5 Dua Lipa de noialtri e la versione simpatica di Tony Effe. Il terzo passava per caso e fa il reggi moccolo. Mezzo punto in più di incoraggiamento.

Mazzariello 5,5 Vecchia conoscenza trentina, apertura a Lucio Corsi alla Trentino Music Arena. Un po’ acerbo, qualche spunto interessante nell’arrangiamento ma la voce è troppo leggera.

Angelica Bove 6,5 Più pronta timbrica interessante e buon controllo delle dinamiche. C’è quella pasta un po’ «rough» che fa ben sperare per il futuro, se ben coltivata. Si mangia un po’ le parole ed è un peccato perchè anche il testo meriterebbe. Troppo autotune su Caruso al Dopo festival e non se ne capisce il perchè.

Pagelle Big

Patty Pravo 5 Iconica, l’outfit rosso rubino, ha ispirato qualche meme che la accosta a Vulvia, il personaggio di Corrado Guzzanti. Ed eccola lì nel «triangolo delle Bermude» alla ricerca di «mbbuti».

Aka 7even e LDA, 5,5 Reggaeton Matrix edition. Mezzo punto in più della prima sera per i cappotti.

Enrico Nigiotti 6 Se Arisa è la Fata turchina lui ruba il titolo di Peter Pan ad Ultimo. Ci racconta la sua prima volta a 15 anni e dice che ora fare l’amore non è più lo stesso. Nostalgia Canaglia.

Tommaso Paradiso 6,5 Meno tenente Colombo della prima sera, stavolta trasforma il total black in una tenuta da fonico di sala. Prende qualche posa in prestito da Lillo.

Elettra Lamborghini 5 Cenerentola. Di solito la seconda volta è meglio della prima, lei fa il contrario. Colpa dei festini che non l’hanno fatta dormire. Elettra ti ospitiamo in Trentino, qui a mezzanotte si va tutti a nanna.

Ermal Meta 7 In Hangover. Si presenta con l’accappatoio e sbaglia l’attacco ma non si scompone. Anche lui era più carico la prima sera, un po’ spento e nenioso a sto giro. Forse lui era quello del festino che non ha fatto dormire Elettra. Il migliore tra gli uomini in gara comunque.

Levante 8 Snobbata anche da pubblico e radio. Sembra uscita da un quadro di Klimt, bravissima, bellissima. Si toglie l’in Ear ad inizio canzone, forse per un problema tecnico forse per sentire meglio il pubblico. E alla fine si emoziona e si commuove mentre canta.

Bambole di Pezza 7,5 Versione elegante tutte in giacca e cravatta, fanno un po’ l’effetto Le Iene, meglio l’outfit più goth. Precise e impeccabili ma un po’ meno grintose della prima sera. Molto bella la cover di «Fly Me To the Moon» al Festival, che dà un senso anche all’outfit.

Fedez e Masini 5,5 Il Male necessario è sorbirseli anche stasera. Loro non hanno più bisogno di scappare, noi sì.

Chiello 5 Palloncino sgonfio su tutte le strofe. Un po’ meglio sui ritornelli, alcuni si chiedono chi è ma la vera domanda è perchè?

J-Ax Voto 6 Bandolero. Le cose migliori sono il violino di Maria Adelaide e il banjo. Però ad un secondo ascolto qualche spunto testuale interessante c’è.

Nayt 7 Superata l’emozione del debutto, in questa seconda serata è molto più a fuoco. «Miglior rapper del Molise nonché l’unico», citando Aurora Leone al Dopo Festival.

Fulminacci 5 Luca Barbarossa versione 2026. Con tutto il bene, un po’ deludente.

Dargen D’Amico 4,5 Ma l’AI può dirci anche quando te ne vai? Invece dell’accappatoio lui si porta la copertina.

Ditonellapiaga 6,5 Quasi lo stesso vestito della prima serata ma in rosa, sarà andata dall’armocromista prima del Festival? In quanto a ricerca sonora il brano è il migliore in gara, rispetto alla prima serata scandisce molto meglio il testo e si apprezza meglio anche il climax vocale con questa atmosfera un po’ da night club, claustrofobica finché non si libera con l’acuto finale. Più convincente la seconda volta.

Vincenzo De Lucia, 3 La prima volta l’imitazione della Pausini e la gag di Solarolo potrebbe aver fatto ridere qualcuno, dopo due serate in cui si ripete costantemente uguale fa solo piangere.

Televoto e Radio, 3 No, non avete capito, non sono le nomination dell’Isola dei Famosi. Non si vota chi volete eliminare. Neanche una donna in top 5 in un’edizione in cui maschietti non brillano affatto. Ma che ve siete bevuti? Salviamo giusto Nayt ed Ermal Meta da questo pasticcio e speriamo nelle prossime due serate.

Achille Lauro 9 I momenti migliori li regala lui.