Politica
martedì 24 Febbraio, 2026
Caso Marchetto, Gerosa salva grazie alle astensioni: solo cinque consiglieri votano contro la mozione
di Donatello Baldo e Davide Orsato
Tra gli astenuti anche il presidente Maurizio Fugatti
Le astensioni salvano Francesca Gerosa. È stata votata nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 24 febbraio, la mozione presentata dalle minoranze (primo firmatario: Filippo Degasperi di Onda) la mozione di sfiducia per l’assessore alla Cultura. Il caso era nato con le dichiarazioni su Clara Marchetto, figura dell’autonomismo trentino. In memoria di Marchetto, morta esule in Francia dopo essere stata incarcerata per attività svolta durante la guerra, e che non è mai potuta diventare consigliera regionale nonostante fosse stata la prima donna eletta, è stata chiesta l’intitolazione di una targa. Ne è nata una polemica dopo che Gerosa ha definito la figura «controversa» e il ministro Francesco Lollobrigida, accorso in suo aiuto, l’ha definita una persona che ha messo a rischio vite di italiani.
Oggi la resa dei conti: è finita con il salvataggio anche se con numeri risicatissimi. La minoranza ha votato compatta la mozione (14 voti) ma quello che colpisce è l’ampia spaccatura nella maggioranza. Solo cinque tra consiglieri e assessori hanno votato contro (cioè per mantenere Gerosa assessora). I voti salvagente sono stati quelli della stessa Gerosa, di Walter Kaswalder (Patt), Daniele Biada (Fdi), Eleonora Angeli (Noi con Fugatti) e dell’assessore Roberto Failoni (Lega). Astenuti gli altri esponenti della maggioranza, dall’ex Fdi (ora Forza Italia) Claudio Cia, al presidente Maurizio Fugatti. Tra gli assessori, oltre a no di Failoni, Mario Tonina non ha partecipato al voto, tutti gli altri, compreso il vicepresidente Achille Spinelli, sdi sono astenuti.
Per la sfiducia erano necessari 18 voti a favore della mozione.