Il confronto
lunedì 9 Febbraio, 2026
In Trentino 400 milioni all’anno di investimenti in ricerca e sviluppo e 5000 addetti, ma l’Italia è indietro
di Marco Ranocchiari
Resta (Fbk): «Servono luoghi di osmosi, dove ricercatori e industriali collaborino»
In un tempo segnato da grandi incertezze e da un’accelerazione senza precedenti dell’innovazione, è necessario cogliere le opportunità della rivoluzione tecnologica, senza temere l’intelligenza artificiale e le altre frontiere della scienza. Puntando su un’osmosi tra ricerca pubblica e privata, imprese e territorio, mantenendo le persone al centro. Un modello possibile in Europa – e non in altre potenze tecnologiche sempre più autoritarie – e su cui il Trentino, sede di enti di ricerca e di solide sinergie con il settore privato, può offrire un esempio. In provincia di Trento l’investimento in ricerca e sviluppo supera i 400 milioni di euro l’anno, con oltre 5.000 addetti che operano nel campo.
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