Dal tribunale

mercoledì 4 Febbraio, 2026

Colpisce l’amico con una forbice, condannato a quattro anni e sei mesi. L’aggressore è lo stesso dell’accoltellamento al centro commerciale

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Accadde a Madrano di Pergine. Il 47enne di origini bresciane è a processo anche per i fatti commessi al «Cavalli» di Civezzano

Appena un mese prima di aver accoltellato al collo un uomo al supermercato di Civezzano, era stato denunciato dai carabinieri per stalking, lesioni, minacce, violazione di domicilio e porto abusivo d’arma per aver perseguitato e poi colpito con delle forbici un suo ex amico. Così ecco che l’uomo di 47 anni, in prigione dal 2024 per tentato omicidio, ieri è comparso in Tribunale a Trento dove è stato condannato a 4 anni, 6 mesi e 15 giorni di reclusione, oltre al pagamento di 10 mila euro di provvisionale e a un anno di libertà vigilata.

Accuse, quelle mosse dal pm Davide Ognibene, che sono relative a una serie di episodi avvenuti circa un mese prima del tentato omicidio. E anche in questa circostanza la vittima era una persona che lo aveva aiutato ospitandolo in casa. Nel frattempo va avanti il processo per tentato omicidio, nel corso del quale è stato dichiarato capace di intendere e di volere. Per il perito nominato dal tribunale l’uomo era capace di intendere e volere al momento dei fatti e in grado di stare a giudizio, di affrontare cioè il processo.

Si tratta di un 47enne di origini bresciane, in Trentino senza fissa dimora e gravitante nel Perginese, arrestato il 20 maggio 2024, dopo che aveva accoltellato e ridotto in gravissime condizioni il gestore di un bar ristorante di Madrano che aspettava in fila di pagare la spesa al supermercato del centro commerciale di Civezzano. Per l’accusa un agguato pianificato, quello al valsuganotto, che l’imputato aveva già molestato nel suo locale e che aveva mandato in ospedale, ricoverato in rianimazione.

«Non so come sono riuscito a sopravvivere e non so perché lo abbia fatto, lo avevo aiutato e ospitato in casa — aveva detto in aula il barista 54enne a inizio mese davanti al giudice — Ho estratto da solo quella lama da 14 centimetri che mi aveva conficcato in profondità alla base del collo. Era a un centimetro da carotide e aorta».

Ma il 47enne ieri è stato condannato nell’ambito di un procedimento parallelo per altri fatti avvenuti a Trento a marzo e maggio 2024, quindi prima e quasi in corrispondenza del grave episodio di Civezzano. Per l’accusa il 47enne aveva aggredito a forbiciate un altro uomo che per un periodo lo aveva ospitato a casa: per motivi ancora non chiari lo aveva ferito al volto e alle braccia, con una prognosi di 15 giorni, e lo aveva anche perseguitato, minacciandolo, entrando anche in casa a sua insaputa.

Secondo quanto emerso nel processo che si è concluso ieri l’uomo, che come detto è ancora in custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’inchiesta per tentato omicidio, avrebbe iniziato a tormentare l’amico perché questi avrebbe smesso di ospitarlo in casa sua. Secondo gli inquirenti l’uomo aveva lavorato in una cooperativa sociale insieme all’amico e poi gli aveva chiesto una mano. L’amico aveva dimostrato comprensione e lo aveva ospitato in casa sua. Dapprima l’uomo dormiva sul divano. Poi il suo amico gli aveva detto di sistemarsi in cantina dandogli le chiavi. Infine gli aveva chiesto di andarsene.

Ed è stato a questo punto che l’uomo ha iniziato a tormentare l’amico che lo aveva ospitato. Dapprima con minacce e insulti. Poi aveva iniziato ad aggirarsi intorno alla casa usando anche le chiavi del portone del palazzo che aveva conservato. Nell’ambito di questo comportamento persecutorio, l’uomo aveva anche colpito l’amico con delle forbici, procurandogli ferite guaribili in 10 giorni.

Condotte che, messe tutte insieme, lo hanno portato dritto alla condanna. In attesa della sentenza per l’episodio più grave ai danni del barista di Madrano, che aveva anch’esso aiutato l’uomo che poi lo ha accoltellato al collo.