Scuola

martedì 3 Febbraio, 2026

Metal detector nelle scuole trentine, Gerosa sull’ipotesi: «Finora nessuna richiesta, ma pronti a discuterne con i dirigenti»

Question time in Consiglio provinciale dopo il dibattito aperto a livello italiano sulla sicurezza negli istituti. Malfer (Campobase): «Strumenti che peggiorano il clima scolastico»

Sui metal detector nelle scuole trentine «non c’è alcuna decisione né un’indicazione alle scuole di dotarsene», ma solo «un’apertura a valutare eventuali richieste che dovessero arrivare dai dirigenti scolastici». È questa, in sintesi, la posizione espressa dall’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa durante il question time in Consiglio provinciale, rispondendo a un’interrogazione del consigliere di Campobase Michele Malfer.

Il tema si inserisce nel dibattito sulla sicurezza negli istituti scolastici riaccesosi a livello nazionale. Malfer ha chiesto se la Giunta intenda introdurre l’uso di metal detector nelle scuole trentine, con quali finalità, in quali istituti e secondo quali criteri, oltre a domandare quali misure alternative di prevenzione siano considerate prioritarie e quali confronti siano previsti con dirigenti, famiglie e studenti.

Gerosa ha chiarito che le sue precedenti dichiarazioni erano maturate «nel quadro di un dibattito ampio dopo quanto accaduto a livello nazionale» e ha ribadito: «Ho dichiarato con estrema forza di non avere alcuna contrarietà a questa possibilità», precisando però che «nessun dirigente scolastico ha sollevato la necessità di installare i metal detector».

L’assessora ha poi sottolineato la specificità del contesto locale: «Il contesto trentino non registra fenomeni di violenza che si registrano altrove». Per questo, ha aggiunto, «non è intenzione dell’assessorato dire alle scuole: mettete i metal detector». Diverso il caso di eventuali richieste dirette dagli istituti: «Se dovesse esser fatta questa richiesta ci si confronterà con il dirigente per capire perché si è arrivati a chiedere il metal detector». In conclusione, «non c’è una richiesta di installare i metal, ma c’è un’apertura a una valutazione con i dirigenti».

Nella replica, Malfer ha ribadito la propria contrarietà anche solo all’ipotesi: secondo il consigliere di Campobase, i metal detector «rendono più difficile il clima scolastico» e «non servono ad arginare la violenza», entrando in contrasto con la sua idea di scuola.