L'intervista
giovedì 30 Maggio, 2024
Vita notturna in città, l’assessora Casonato: «Dobbiamo creare spazi alternativi e più trasporti»
di Lisa Curzel e Serena Filosi (classe IV A)
Il servizio realizzato dagli studenti e dalle studentesse del Bonporti durante l'esperienza del T in classe
A Trento, una città in cui tradizione e innovazione si fondono, l’assessora del Consiglio Comunale Giulia Casonato, giovane e determinata, sta rivoluzionando l’approccio alla politica locale. Da una laurea in Economia comportamentale a un percorso politico inaspettato, la sua visione progressista sta lasciando una forte impronta sulla comunità di Trento. In questa intervista, nell’ambito di un laboratorio di giornalismo delle classi quarte del liceo Bonporti effettuato con il T Quotidiano, l’assessora ci racconta la sua storia, i suoi progetti e la sua visione del futuro.
Assessora Casonato, ci riassume sinteticamente il suo percorso di studi?
«Ho cominciato il mio percorso al liceo da Vinci di Trento, per poi specializzarmi a Bolzano in Scienze Economiche e Sociali, con un’attenzione particolare alla filosofia e alle scienze giuridiche. Dopo la laurea ho iniziato una magistrale a Venezia, però interrotta per entrare nel consiglio comunale di Trento. È qui che ho coltivato la mia passione per l’economia comportamentale attraverso una seconda magistrale. Ora da circa cinque mesi ricopro il ruolo di assessora nel Consiglio comunale».
Ha mai dovuto affrontare situazioni spiacevoli a causa della sua giovane età? L’hanno mai svalutata per questo?
«Sì, talvolta ho avvertito un certo scetticismo da parte di alcuni per la mia giovane età. Può capitare che cittadini o colleghi abbiano con me un atteggiamento più informale solo per questo, ma in alcune occasioni è come se sottovalutassero le mie capacità di portare avanti certi progetti, a causa di pregiudizi legati al mio essere una giovane donna. Per esempio una volta non mi hanno chiesto di partecipare a una foto, perché non mi hanno riconosciuta: per loro ero troppo giovane e quindi non era plausibile che fossi l’assessora. Tuttavia ho la fortuna di operare in un ambiente molto aperto, accogliente e positivo, dove le situazioni sgradevoli come queste sono davvero poche».
Lei anche «sindaca della notte» e la vita notturna è una parte importante delle sue deleghe, come viene vissuta dai cittadini qui a Trento?
«A Trento, la vita notturna rappresenta un terreno di conflitto tra le esigenze dei residenti e coloro che desiderano spazi per l’attività serale. È molto importante rispettare il sonno dei residenti, ma bisogna anche capire che la notte è un momento fondamentale della nostra giornata. Il punto quindi è promuovere la creazione di spazi alternativi e attività serali, favorendole con trasporti pubblici che permettano a tutti di spostarsi a qualsiasi ora. Dobbiamo iniziare ad avere una visione più realistica della città, che tenga conto dei bisogni di tutti e che consenta a tutti i cittadini di condividere pacificamente l’ambiente urbano».
Passando alla sua carriera politica, ci racconta come è diventata assessora?
«Il mio percorso verso l’assessorato è stato inaspettato ma gratificante. All’inizio non avrei mai immaginato di trovarmi ad assumere un ruolo così importante all’interno dell’amministrazione cittadina, infatti il mio primo coinvolgimento in politica fu quando offrii un aiuto ad Alessandro Andreatta, ex sindaco di Trento, qualche anno fa. Mi sono impegnata in un’attività di volantinaggio e poi gradualmente il mio coinvolgimento si è intensificato: contribuivo alla stesura di programmi elettorali e partecipavo a incontri politici e alla fine questo impegno costante mi ha premiato con una candidatura, di cui sono grata ai miei colleghi e mi sento onorata di poter contribuire al cambiamento nella nostra comunità».
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