Il reportage
domenica 14 Dicembre, 2025
Val di Cembra, Faver è il paese dipinto: murales e affreschi rilanciano il borgo
di Daniele Benfanti
Dal 2024 il borgo del Comune di Altavalle, 700 anime, si sta riempiendo di opere d’arte sui muri esterni delle case: 12 lavori l’anno scorso, altri 4 adesso. Intercettati finanziamenti europei e pieno sostegno da Comune e Pro Loco
In questi giorni di quasi inverno, con i pendii delle montagne brulli e la vegetazione secca, il piccolo borgo di Faver, sponda destra della bassa Valle dell’Avisio, un paio di chilometri sopra Cembra, ha l’aspetto di un presepe, se lo guardi da sotto, dal Ponte dell’amicizia che conduce all’altra metà del cielo o, meglio, della valle di Cembra, ovvero Piazzo di Segonzano.
Un grumo di case aggrappate a un versante ripido, dove l’agricoltura eroica e la vitivoltura di montagna è radicata come l’orgoglio dei suoi abitanti alla terra. Poca e faticosa, quella terra, ma madre generosa se trattata con delicatezza, rispetto, costanza. Il vino e la grappa sono figli di questa assenza, di questa scarsità di terra. Agricoltura eroica. Ecco perché queste, che il marketing territoriale contemporaneo chiama «eccellenze», sono identità, storia, memoria. E meritavano di non restare confinate in pur ottime bottiglie o in album sbiaditi nei bauli delle vecchie soffitte. Ecco, allora l’idea. L’ha avuta l’anno scorso Paolo Piffer, allora ancora assessore comunale, imprenditore agricolo di frontiera (innovatore) e anima dell’associazione «La campirlota» (in dialetto: «La capriola», intesa come gesto atletico…).
I muri raccontano
«Abbiamo pensato che le nostre storie legate al vino e alla vita potessero approdare in alcuni murales, sulle case del nostro caratteristico centro storico» spiega Piffer, animatore del territorio, piccolo contadino e narratore della Val di Cembra. «Abbiamo fatto un monitoraggio e un elenco delle pareti disponibili. I paesani hanno aderito con grande entusiasmo. E così l’anno scorso abbiamo intercettato un finanziamento del Gal di circa 40mila euro (il progetto europeo si chiama «Parlar coi muri»), al quale sono stati aggiunti 20mila euro dal bilancio comunale».
Nel 2024 sono state realizzate e inaugurate a ridosso del Natale dieci opere murali e due installazioni.
Paese in festa
Oggi pomeriggio, 14 dicembre, a partire dalle 14.30 in Piazza della Chiesa una festa con spettacolo teatrale itinerante di Federica Chiusole per inaugurare le nuove quattro opere appena ultimate e da inaugurare quest’anno. Tutte dedicate al mondo della grappa, dopo il vino.
Curiosando tra i vicoli
Capita, passeggiando per Faver, di imboccare un vicoletto che volge a mezzodì, di riconoscere le sagome degli antichi forni come absidi di alcune case in pietra e di finire ad affacciarsi, a vicolo cieco, sul precipizio che dà sulla Valle e sull’Avisio. Qui si nascondo alcuni dei murales più belli. In uno lo spirito della grappa esce dal fuoco e dai vapori acquei come una ninfa. Un altro ti accoglie all’inizio del paese: richiama le radici, il passaggio generazionale, il «lambicar» (distillare). Un altro ancora mostra una bici in fuga. Sì, questa è la terra dei grandi campioni Moser e Simoni. Ma prima di loro si correva in bici su, verso Salorno, per contrabbandare, «de scondon» quindi, il prezioso distillato e arrotondare le entrate di una grama vita rurale.
Patrick Holler è il nuovo giovane assessore a agricoltura e ambiente: «Altri 15 residenti mettono a disposizione i muri esterni delle loro case e proprietà. Stiamo presentando una nuova domanda al Gal per continuare il progetto anche l’anno prossimo».
Chiude il sindaco Matteo Paolazzi: «Puntiamo ogni anno ad avere qui questo piccolo festival, che premia l’identità, gli artisti locali e non, ci mette in rete con altri borghi dipinti e ci tiene vivi e attrattivi nei confronti del nostro target, che è il turismo lento».