cioccolata
mercoledì 27 Marzo, 2024
Uova di Pasqua, nelle cioccolaterie di Trento vincono fondente e sostenibilità
di Sara Russo
Un viaggio tra i «Maîtres Chocolatier» trentini: «Tra le novità i gusti caramello, cremino e lampone»
Meno di una settimana a Pasqua, una delle feste più iconiche e tradizionali, che nel nostro Paese viene automaticamente collegata a due cose (extra-spirituali): la colomba e le uova di cioccolato. Volute fortemente dal re Sole, Luigi XIV, nel diciottesimo secolo, che, per sostituire le ormai «solite e noiose» uova d’oro, le commissionò al suo cioccolatiere personale, David Chaillou. Da allora l’uovo di cioccolato è diventato un’icona, sono passati secoli, ma lui è ancora lì. La moda passa, ma il cioccolato no, lui resta. Ad oggi le uova di cioccolato si possono trovare di tutti i tipi, da quelli commerciali a quelli artigianali, da quelli al pistacchio a quelli al passion fruit, tanti gusti pronti a soddisfare chiunque, con prezzi che si aggirano su una media di circa 35-40 euro a uovo, prezzo che cambia a seconda delle dimensioni e della tipologia.
Fondente, il preferito dei trentini
Nonostante i social siano pieni di trend sul pistacchio e sulle uova al pistacchio, ripiene di pistacchio, insomma un tripudio di pistacchio, il gusto preferito dei trentini è rimasto il classico fondente. «Il gusto di uovo più richiesto è quello al cioccolato fondente», commenta Valentina Branciforti della Casa del Cioccolato in via Belenzani. Nonostante tutte le sperimentazioni e le innovazioni a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, la classicità sembra farla da padrona. «Il gusto preferito è decisamente il fondente – spiega Luca Torta, della Casa del Caffè in via San Pietro a Trento – Direi che se ci devono essere inclusioni, devono essere riconoscibili e mediterranee, tipo il pistacchio, o la nocciola, o le mandorle. Hanno un loro perché». Gusti riconoscibili, senza troppi artifici, che permettano a chi le assapora di riconoscere ogni ingrediente. «Le uova più vendute sono le classiche, al latte e al fondente -commenta Matteo Rossi di Indal- C’è anche una nicchia di persone a cui piace l’aggiunta di frutta secca, come le nocciole». Trend del pistacchio quindi non confermato, così come i gusti particolari che avevano tanto affascinato negli anni passati, ma che ormai sembrano un lontano ricordo barocco.
Novità? Caramello, cremino e lampone
Il grande ritorno della classicità però non deve bloccare la creatività e la continua ricerca. «Noi abbiamo ideato un uovo cremino – spiega Branciforti – È un doppio strato con all’interno una crema al caramello salato. Lo abbiamo in versione latte oppure cioccolato bianco». Gusti classici rivisti e riadattati alla contemporaneità. «Quest’anno abbiamo firmato un nuovo uovo di un chilo e cento grammi – commenta Rossi – Per quanto riguarda i gusti invece abbiamo deciso, oltre ai classici, di riproporre le novità dello scorso anno, al pistacchio e al lampone». Un vasto assortimento di gusti, che però hanno una cosa in comune, la qualità. Ormai le persone non si accontentano più del cioccolato commerciale, ma ricercano un gusto e una raffinatezza che si può trovare solo nel cioccolato artigianale o di alta qualità. «Noi lavoriamo un cioccolato di alta gamma tutto l’anno – spiega Torta – Quello che trattiamo tutto l’anno deve trovarsi sia a Natale che a Pasqua. Ormai la gente è allenata alla qualità».
Arriva l’uovo sostenibile
Una qualità che comunque a un suo valore. Non si può pretendere di avere un uovo artigianale allo stesso prezzo di un uovo comprato al supermercato, e, tra l’altro, nonostante la continua inflazione, rispetto all’anno scorso, le uova non hanno subito un aumento di prezzo significativo. Chi è stato toccato fortemente dal rialzo invece sono i settori della carta e della plastica, che purtroppo vanno ad influire sull’uovo. «La materia prima ha ancora un prezzo abbastanza stabile -spiega Branciforti – Sono gli imballaggi che hanno subito un aumento del prezzo». Imballaggi necessari per rendere speciale un uovo, ma che possono anche cambiare la loro composizione. «Il fattore estetico è importantissimo, specie nell’ecologia del rifiuto. Noi cerchiamo di avere tutti prodotti ecologici, con uno scarto quasi zero -commenta Torta – Abbiamo le scatole realizzate con la fibra di cacao, l’incarto esterno fatto con il tessuto non tessuto, mentre quello interno composto da carta di mais». Incarti che non finiscono più nella plastica o nell’indifferenziata, ma che possono essere gettati tranquillamente nell’organico. Una riduzione drastica dell’allumino, che può solo giovare al pianeta e all’ecosistema. Un nuovo modo di pensare e di agire che porterà sicuramente giovamento e che sta influenzando non solo gli incarti, ma anche le sorprese.
Regali personalizzati
«Noi puntiamo molto sulle personalizzazioni sia esterne che interne all’uovo – spiega Rossi – Il cliente può far scrivere quello che vuole all’esterno dell’uovo o può portarci una sorpresa che noi poi inseriamo all’interno». Personalizzazione per rendere la festa ancora più personale, ancora più intima. «Le sorprese non sono più oggetti relativamente inutili – commenta Torta – Ma diventano sorprese di cioccolato della stessa azienda». Cioccolato nel cioccolato, proprio per evitare sprechi inutili. «Da noi il cliente può portare la sorpresa che vuole, come per esempio delle lettere o dei messaggi d’amore – spiega Branciforti – Personalizziamo anche le uova, abbiamo o le classiche scritte, oppure uova più moderne».
Piccole cose per dare un nuovo volto alla classicità, per rendere contemporaneo un grande classico, che non morirà mai.
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