salute

venerdì 9 Ottobre, 2026

«Umanizzazione delle cure e supporto psicofisico ai giovani fragili»: il Trentino vince il Premio Andrea Alesini per le buone pratiche in sanità

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Prestigioso riconoscimento per «Cope», il progetto di integrazione socio-sanitaria che vede l'unione di Provincia, Asuit e Federazione Trentina della Cooperazione
La Provincia autonoma di Trento, l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino e la Federazione Trentina della Cooperazione conquistano il secondo premio nazionale alla XV edizione del Premio Andrea Alesini per le buone pratiche in sanità, promosso da Cittadinanzattiva per valorizzare le eccellenze del Servizio sanitario nazionale orientate all’umanizzazione delle cure, al dialogo e alla centralità della persona. L’edizione 2026 del Premio Andrea Alesini è stata incentrata sull’umanizzazione delle cure attraverso l’innovazione scientifica e il welfare culturale. In questo panorama, il secondo posto ottenuto da Provincia autonoma di Trento, Asuit e FTC testimonia la capacità del sistema sanitario e sociale trentino di fare scuola a livello nazionale, proponendo soluzioni di sistema capaci di coniugare innovazione, prevenzione e vicinanza ai bisogni reali delle persone.

La cerimonia ufficiale di premiazione si è tenuta ieri a Roma e ha visto il progetto trentino COPE/COPE+ classificarsi al secondo posto assoluto nella categoria “Welfare culturale – Umanizzazione nella prevenzione e in salute e benessere”.

«Il prestigioso riconoscimento conferito da Cittadinanzattiva – ha sottolineato l’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione, Mario Tonina – giunge a coronamento di un percorso che ha saputo evolversi nel tempo. La validità dei risultati ottenuti durante la sperimentazione europea COPE ha infatti spinto la Giunta della Provincia autonoma di Trento a decretare il proseguimento dell’iniziativa trasformandola in una misura strutturale su scala provinciale denominata COPE+. Con uno stanziamento economico dedicato di 900 mila euro, l’obiettivo è di stabilizzare il modello della prescrizione sociale e dell’accompagnamento di comunità, garantendo risposte durature e capillari per l’autonomia dei giovani su tutto il territorio Trentino».

La Giuria di Cittadinanzattiva ha assegnato il premio sottolineando l’efficacia dell’approccio rivolto al benessere psicofisico dei giovani fragili tra i 15 e i 34 anni con queste motivazioni: «Per aver adottato un approccio olistico che supera la cura del sintomo, valorizzando le risorse comunitarie non cliniche del territorio per favorire la salute globale. Per aver offerto nuove opportunità di socializzazione, contrastando l’isolamento e supportando attivamente i ragazzi nella prevenzione e nel mantenimento del benessere psicofisico. Per aver saputo creare una “rete territoriale di prossimità relazionale” fortemente inclusiva generando preziose sinergie tra l’ambito clinico e le risorse comunitarie. Per aver promosso l’inclusione e il benessere dei giovani fragili (15-34 anni) attraverso il modello olistico della ‘Prescrizione Sociale’ (Social Prescribing) e l’utilizzo mirato di App e dispositivi digitali. Per il profondo impatto sulla qualità della vita dei partecipanti, contrastando l’isolamento e offrendo nuove opportunità di socializzazione grazie al supporto di figure centrali come i ‘Link Worker’».

Il progetto COPE, il cui acronimo significa Capabilities, Opportunities, Places and Engagement, nasce nel 2022 come iniziativa europea di innovazione e ricerca finanziata nell’ambito del programma dell’Unione Europea per l’occupazione e l’innovazione sociale EaSI. Coordinato dal Dipartimento salute e politiche sociali della Pat e realizzato operativamente in stretta collaborazione con la Federazione Trentina della Cooperazione – Consolida, i servizi sociali delle Comunità di Valle e dei comuni di Trento e Rovereto, Apss prima e Asuit ora, COPE si è posto l’obiettivo di intercettare e supportare attivamente i ragazzi che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione o tirocinio.

Le cause che portano al ritiro sociale e all’interruzione dei percorsi scolastici o lavorativi sono molteplici e stratificate, spaziando da fattori legati agli stili di vita e alla salute mentale, fino a situazioni di disagio familiare, relazionale ed economico. Si tratta di una popolazione giovanile che tende spesso a sottrarsi ai tradizionali percorsi di supporto e integrazione, rendendo indispensabile l’adozione di un approccio del tutto nuovo e orientato alla prossimità relazionale.

Per rispondere con efficacia a questa sfida è stato sviluppato un modello organizzativo e metodologico fortemente innovativo. Elemento cardine della sperimentazione è la figura del ‘Link Worker’, un operatore di rete opportunamente formato che agisce da ponte tra la persona e le risorse di mutuo sostegno presenti nella comunità. Attraverso l’ascolto empatico, il coaching e il supporto motivazionale, il ‘Link Worker’ instaura un rapporto di fiducia con il giovane per aiutarlo a costruire un percorso individualizzato di crescita e autonomia. A questo elemento si affianca l’introduzione della ‘Prescrizione Sociale’, un vero e proprio cambio di paradigma che unisce ai tradizionali interventi sanitari l’invio proattivo del ragazzo verso attività culturali, formative, sportive e associative di territorio, per favorire il benessere complessivo ed evitare il rischio di esclusione.

La metodologia ha previsto fin dalle sue prime fasi l’organizzazione di iniziative itineranti sul territorio, come i tour del camper COPE nelle piazze del Trentino, concepiti per incontrare la cittadinanza e intercettare direttamente i giovani nei loro contesti di vita. Il tutto è stato reso possibile grazie alla creazione di una capillare rete di alleanze territoriali che ha coinvolto i centri per l’impiego, i servizi sociali, le cooperative sociali, gli enti del terzo settore, le associazioni di volontariato e le realtà sportive e parrocchiali.

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