Sul Lagorai

giovedì 24 Settembre, 2026

Troppi vandalismi, stretta sull’utilizzo del bivacco dell’Amicizia sul Fravort: «Chi lo usa dovrà portarsi i materassi»

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I volontari: «Troppe persone lo usano come luogo dove trasgredire, ubriacarsi (e non solo...)»

Chi vorrà fermarsi per la notte al Bivacco dell’Amicizia, sul monte Fravort, dovrà d’ora in poi portarsi tutto il necessario per dormire. Dal 22 settembre i materassi presenti nella struttura, a 2.347 metri di quota, sono stati infatti tolti definitivamente. Una scelta maturata dopo mesi di episodi di maleducazione, danneggiamenti e utilizzi della struttura lontani dallo spirito con cui era stata realizzata.

A comunicarlo sono i «volontari d’alta quota», che spiegano di aver adottato il provvedimento per scoraggiare l’uso del bivacco come luogo di feste e comportamenti molesti. «Si mira a disincentivare l’utilizzo del bivacco come luogo dove trasgredire, ubriacarsi (e non solo…), fare danni, accendere fuochi fuori dalla porta, spostare, rompere e bruciare assi conservate per la manutenzione, lasciare immondizia e resti di cibo, bottiglie vuote, carta igienica sporca svolazzante attorno alla struttura, fazzoletti ovunque, spesso nascosti sotto le pietre», scrivono.

Fuochi, rifiuti e materiali bruciati

A esasperare chi si occupa della manutenzione sarebbe anche il rapporto con alcuni frequentatori. «Dopo tutto ciò, si viene pure sbeffeggiati quando si cerca di far comprendere, sempre educatamente, che il bivacco è di tutti e non proprietà di chi lo “occupa” per una notte di sballo», raccontano i volontari.

Un termine, quello di «occupare», che secondo loro descrive anche altri episodi: «Più volte abbiamo trovato la porta chiusa alle 9 del mattino ed a fatica, dopo vari tentativi, ci è stato aperto».

L’allarme dell’agosto 2024

La situazione non è nuova. Già nell’agosto 2024 si era temuto che la struttura fosse stata distrutta da un incendio.

In una tarda serata di fine agosto, dalla Valle dei Mocheni erano state scorte fiamme molto alte sulla cima del Fravort. In assenza di informazioni precise erano stati allertati vigili del fuoco, carabinieri e Corpo forestale. Solo durante la notte, grazie ai droni dei vigili del fuoco permanenti di Trento, era stato possibile verificare che la costruzione fosse rimasta integra.

La mattina seguente, però, i volontari avevano trovato le tracce di un grande falò acceso a pochi metri dalla struttura e alimentato anche con assi e pezzi di legno conservati sul retro del bivacco.

Un episodio potenzialmente pericoloso: le fiamme avrebbero potuto raggiungere la costruzione in legno oppure estendersi alla vegetazione secca della cima, soprattutto in caso di vento. Quella notte era stata mobilitata anche una consistente macchina dei soccorsi.

Una lunga serie di episodi

Anche quello non era stato il primo segnale. In precedenza la struttura era già stata danneggiata: gli ambienti interni erano stati messi a soqquadro e riempiti di rifiuti, il vetro di una finestra era stato scheggiato e la palizzata esterna aveva riportato danni.

A due anni di distanza, di fronte al ripetersi delle segnalazioni, i volontari hanno quindi deciso di intervenire eliminando i materassi. L’obiettivo dichiarato è rendere meno appetibile la struttura per chi intende utilizzarla come punto di ritrovo per feste o nottate all’insegna dell’alcol e degli eccessi.

Una struttura nata nel 2021

Il Bivacco dell’Amicizia era stato realizzato nel 2021 grazie all’impegno del gruppo alpini di Frassilongo, con il sostegno degli alpini di Roncegno, delle rispettive amministrazioni comunali e degli Schützen dell’Alta Valsugana.

La struttura era stata pensata come punto di appoggio e accoglienza in quota. Ora, per chi vorrà trascorrervi la notte, sarà necessario arrivare preparati anche per il pernottamento.

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