la reazione
mercoledì 7 Maggio, 2025
Trento, traffico di stupefacenti e riciclaggio nei locali. Ianeselli: «Sapevamo che c’era qualcosa di losco»
di Redazione
Le parole del sindaco che commenta la maxi-indagine: «Mi stupiscono le collusioni con i vertici della società pubblica che, secondo gli inquirenti, favorivano gli affari dei malavitosi»
Dopo l’annuncio della maxi-inchiesta sul traffico di stupefacenti e riciclaggio in bar e ristoranti tra Trento, Andalo e Lavis, il sindaco Franco Ianeselli commenta con sollievo la notizia in un post pubblicato sui social. Il primo cittadino specifica che «non è un filmine a ciel sereno», sottolineando come qualcosa di losco fosse già nell’aria da tempo.
«Non è un fulmine a ciel sereno l’operazione che oggi ha smantellato una ramificata organizzazione criminale dedita a riciclare i proventi dello spaccio di stupefacenti nella gestione di bar, alberghi e ristoranti della città – si legge-. I segnali che c’era qualcosa di poco pulito erano plurimi: i primi ad accorgersene sono stati naturalmente gli esercenti onesti, che avevano a che fare con “colleghi” dai metodi un po’ troppo rudi e con una concorrenza a dir poco sleale. Di recente alcuni mi avevano confidato di essere esasperati e anche sfiduciati perché temevano che il marcio nascosto dietro a una facciata di rispettabilità non sarebbe mai venuto a galla. A loro ho sempre detto di avere fiducia nelle autorità competenti. Anche se tutto sembrava fermo, la Guardia di Finanza, coordinata dal Procuratore di Trento Sandro Raimondi, aveva già avviato le indagini e raccolto gli elementi che hanno portato ai sequestri e agli arresti di oggi.
E continua: «Alcuni sviluppi dell’inchiesta – che pure non mi sorprendono – sono davvero inquietanti. Perché il malaffare scoperto dalle indagini non si esaurisce nel perimetro della gestione di alberghi e ristoranti. Un capitolo riguarda le collusioni con i vertici di una società pubblica che, secondo gli inquirenti, favorivano gli affari dei malavitosi. Questo è davvero l’aspetto più allarmante della vicenda, perché dimostra che il sistema trentino è vulnerabile e può essere infiltrato anche ai massimi livelli».
E conclude: «Stamattina l’esercente di un bar cittadino mi ha chiamato in lacrime. Non riusciva a smettere di piangere. Lacrime di sollievo, dovute alla tensione accumulata in questo ultimo periodo e alla prospettiva concreta di voltare finalmente pagina. Oggi è dunque doveroso rivolgere un grande ringraziamento alla Procura e alle Fiamme Gialle che hanno colto i segnali di disagio e si sono messi subito al lavoro. Agli imprenditori onesti, a chi come me ha un incarico pubblico, dico: continuiamo a vigilare, a tenere alta la guardia, a segnalare. E, soprattutto, ad aver fiducia nelle forze dell’ordine e nella giustizia».
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