Politica

martedì 17 Marzo, 2026

Trento, la delibera per la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini non passa. Il centrodestra diserta il voto

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Servivano 32 voti, a favore in 28 con 2 astenuti e 10 non votanti. Goio (FdI): «Solo ideologia, occuparsi delle vere priorità». La risposta: «Giustificazioni fantasiose»

Benito Mussolini è ancora un cittadino onorario di Trento. La delibera per la rimozione del titolo attribuito al dittatore fascista non è passata in consiglio comunale: servivano quattro quinti dei voti favorevoli, cioè almeno 32, perchè la proposta venisse accolta, ma le preferenze sono state invece 28.

A respingere la delibera la coalizione di minoranza del centrodestra composta da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, che aveva già dichiarato la propria contrarietà, ma anche GenerAzione Trento con i consiglieri Geat e Margoni, che hanno deciso di astenersi o non votare, facendo mancare i consensi necessari. La seduta si è svolta a porte chiuse, ma i consiglieri hanno poi voluto chiarire le loro posizioni attraverso vari comunicati stampa: «Mussolini e il fascismo appartengono al passato e il partito che rappresento guarda al futuro senza nostalgismi e senza distinguo – scrive Ilaria Goio, capogruppo di FdI – Le cittadinanze onorarie, come le onorificenze, sono riconoscimenti legati alla persona che li riceve e, con la morte dell’interessato, esauriscono la loro funzione (…). Qualcuno, con questo documento, sta inducendo in errore i cittadini facendo credere che sia necessario revocare una cittadinanza onoraria che di fatto non produce più alcun effetto concreto da oltre ottant’anni. L’unica utilità di questa delibera è strumentale e ideologica: la revoca non ha alcuna efficacia reale. I cittadini si aspettano che il nostro tempo e le nostre energie siano dedicate a ciò che conta davvero per la loro vita quotidiana: servizi efficienti, lavoro, commercio, sicurezza, casa, viabilità. Sono queste le responsabilità che ci hanno affidato ed è su queste che intendiamo impegnarci ogni giorno».

Fra i firmatari dell’iniziativa che hanno votato a favore, oltre alla maggioranza, c’erano anche i consiglieri di Onda e Prima Trento: «Quella di astenersi o non prendere parte al voto è una scelta che si è tentato di giustificare nei modi più disparati e fantasiosi, o addirittura evitando totalmente di intervenire per il timore di dover affrontare nel merito la questione – si legge nella nota congiunta – Ci chiediamo, in fondo, se questa posizione di una parte delle minoranze nel 2026 debba essere letta come l’incapacità di prendere le distanze da una certa narrazione del fascismo che resiste ancora oggi. Siamo convinti che l’esito di questa votazione dimostri bene come ancora oggi ci sia bisogno, anche a livello locale, di prese di posizione chiare che proprio per la loro natura simbolica definiscono il perimetro valoriale della nostra comunità».