La novità
sabato 17 Gennaio, 2026
Trento, il sottopasso in centro diventa un’opera d’arte. L’artista Esther Stocker: «Una rappresentazione dell’incertezza della condizione umana»
di Ilaria Bionda
Il costo dell'intervento, 80 mila euro, ha coperto anche la riqualificazione e il rifacimento dell'impianto di illuminazione
Il sottopasso di via Canestrini ha da ieri una nuova veste. L’importante progetto di riqualificazione del collegamento tra il centro cittadino e l’area che ospiterà il nuovo hub intermodale è frutto della collaborazione tra Mart, Galleria Civica e Comune di Trento e ha visto realizzata un’opera dell’artista sudtirolese Esther Stocker. Al momento della riapertura, il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha sottolineato la soddisfazione nel vedere «la mostra alla Galleria Civica (Caos Calmo, ndr) diventare un’opera d’arte urbana» e la riconoscenza verso «l’artista, il Mart e tutte le persone coinvolte, per aver contribuito a trasformare un luogo esclusivamente funzionale, come il sottopasso, attraverso l’arte». Anche per la direttrice del Mart, Micol Forti, questa è «un’occasione che rende orgogliosi, perché è un grande piacere vedere un’amministrazione comunale che si rende committente di un’opera d’arte pubblica».
L’artista, Esther Stocker, ha poi voluto riprendere il significato profondo dell’opera: «Rappresenta la non esattezza che appartiene alla nostra condizione umana, sia perché le linee sono agli effetti interrotte, come le nostre vite quotidiane sono colme di incontri e cambiamenti, sia perché si trova in un luogo di passaggio, di natura condiviso. L’obiettivo è stato quello di restituire valore a uno spazio che mette in contatto non solo due aree della città, ma anche le persone». Gabriele Lorenzoni, responsabile della Galleria Civica e curatore della mostra «Caos Calmo» e del progetto, racconta come l’opera del sottopasso Canestrini abbia avuto una genesi complessa ma sia agli effetti «il cuore sociale della mostra, perché resterà anche dopo il termine, con un impatto sociale diverso. Questo sarà possibile anche per la differente fruizione da parte del pubblico, poiché collocata all’esterno dello spazio protetto di un museo, in un luogo dove si passa per diverse ragioni e non volontariamente per immergersi nell’arte». Sempre Lorenzoni rimanda all’ottica più ampia in cui il progetto è inserito: «Si tratta di un lavoro che vuole andare in profondità e non agire solo sull’estetica ma generare valore positivo sul tessuto culturale della città».
L’intervento è costato in tutto 80 mila euro: una cifra che non è stata spesa solo per il restyling: l’opera, infatti, è stata completata con il rifacimento dell’impianto di illuminazione: sono stati infatti sostituiti e integrati i corpi illuminanti che oggi garantiscono migliori prestazioni illuminotecniche e consentono un notevole risparmio energetico. Anche l’impianto di videosorveglianza rimosso per l’esecuzione è stato ripristinato.
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