teatro
lunedì 12 Gennaio, 2026
Trento, dal 15 gennaio in scena «La gatta sul tetto che scotta» di Tennessee Williams diretta da Leonardo Lidi
di Redazione
Il pluripremiato regista porta al Teatro Sociale un classico del 1954 con Valentina Picello, Premio UBU 2025, in un’interpretazione che esplora identità, famiglia e maschere sociali
Nuovo appuntamento con il cartellone della Stagione del Teatro Sociale programmata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento. Dal 15 al 18 gennaio, il palco del Teatro Sociale di Trento ospiterà La gatta sul tetto che scotta, opera composta nel 1954 da Tennessee Williams, qui diretta dal pluripremiato regista Leonardo Lidi e interpretata, tra gli altri, da Valentina Picello, vincitrice del Premio UBU 2025 come miglior attrice/performer. Lo spettacolo è una produzione Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale e Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazionale.
Dopo il progetto triennale dedicato a Čechov, Leonardo Lidi porta in scena un’opera del grande drammaturgo statunitense nella nuova traduzione di Monica Capuani. La produzione celebra il legame poetico tra la drammaturgia di Čechov e quella di Williams, esplorando animo umano, identità sessuale e dinamiche familiari. Tra i temi principali: una donna che finge di essere madre e un uomo che finge di essere eterosessuale, trasformando il dramma in un presepe vivente mascherato dove ogni personaggio nasconde la propria vera identità.
Dopo Lo zoo di vetro, Lidi ritorna a Williams spiegando: «Credo che sia l’autore più utile a comprendere l’importanza dell’analisi della società attraverso la lente famigliare. Williams utilizza il ridicolo (e quindi ecco il perché dei miei clown tristi) per raccontare la tradizionale famiglia americana del Sud, la sua incapacità di avanzare, ferma in un ricordo, pronta a distruggere pulsioni sessuali “nocive” e a nascondere tutta la polvere della società occidentale sotto il tappeto […] La gatta sul tetto che scotta ci può aiutare oggi a considerare quanto siano lontane dal progresso naturale le forzature della famiglia tradizionale e le esternazioni sull’assonanza donna/madre […]».
Leonardo Lidi (1988) si è diplomato alla Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, dove oggi ricopre la carica di Direttore. Affermato talento del teatro italiano, Lidi affianca alla carriera di prosa anche il cinema e la televisione. Tra i suoi riconoscimenti, la vittoria alla prima edizione di Biennale College Venezia con il progetto su Spettri di Ibsen e il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per regie come La casa di Bernarda Alba (2020).
La cifra stilistica di Lidi combina poetica e regia critica, con attenzione centrale al testo. Ha collaborato con la Corte Ospitale, il LAC di Lugano, il Teatro Stabile dell’Umbria, e ha diretto la sua prima opera nel 2020 con Falstaff di Verdi. Tra le sue regie principali per il Teatro Stabile di Torino: il trittico ginzburghiano Ti ho sposato per allegria, Dialogo, La segretaria (2016), Il Misantropo di Molière (2022), Come nei giorni migliori (2023) e Medea (2023).
In collaborazione con Teatro Stabile dell’Umbria, Emilia Romagna Teatro ER T / Teatro Nazionale e il Festival dei due Mondi di Spoleto, ha firmato anche la trilogia čechoviana: Il gabbiano (2022), Zio Vanja (2023), Il giardino dei ciliegi (2024).
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