Il disegno di legge
mercoledì 18 Giugno, 2025
Trecento euro per ogni nuovo nato in Trentino Alto Adige (e poi 200 all’anno): la Regione lancia la previdenza complementare infantile
di Redazione
Si tratta della prima legge simile in Italia. L’intervento sarà gestito da Pensplan Centrum S.p.A
La Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol si conferma all’avanguardia nel campo del welfare: con l’approvazione del disegno di legge «Incentivo all’iscrizione a forme di previdenza complementare di nuovi/e nati/e», la giunta regionale vara una misura pionieristica a livello nazionale.
«Nel settore pubblico siamo i primi in Italia a introdurre un incentivo strutturato alla previdenza complementare infantile – ha sottolineato il presidente della Regione Arno Kompatscher – questo è il senso più autentico e concreto della nostra autonomia: saper leggere i bisogni della società e rispondere con strumenti innovativi, efficaci e sostenibili nel tempo. Lo facciamo grazie a un sistema regionale già solido, collaudato e invidiato dal resto del Paese, che oggi si dimostra ancora una volta capace di anticipare le sfide future con politiche lungimiranti. La previdenza complementare non è più un’opzione, ma una necessità».
La nuova legge prevede un contributo economico a favore di ogni nuovo nato, adottato o affidato, per incentivare l’apertura di un fondo di previdenza complementare intestato al minore. Si tratta di un intervento concreto che guarda al lungo periodo e nasce dalla consapevolezza che, con il passaggio ormai consolidato al sistema contributivo, le pensioni future saranno sensibilmente inferiori rispetto a quelle del passato.
Il contributo previsto è pari a 300 euro alla nascita, o all’atto dell’adozione o dell’affidamento, e sarà versato direttamente nella posizione previdenziale del minore. Per i quattro anni successivi è prevista l’erogazione di ulteriori 200 euro all’anno, a condizione che la famiglia versi almeno 100 euro annui nello stesso fondo. Il provvedimento vale anche per i bambini già nati: in via transitoria, il contributo spetterà anche ai minori che al 1° gennaio 2025 non hanno ancora compiuto cinque anni o per i quali non siano ancora trascorsi cinque anni dall’adozione o dall’affidamento.
«Con questa legge investiamo fin dalla nascita nel futuro previdenziale dei nostri figli – afferma l’assessore regionale alla previdenza sociale Carlo Daldoss, ideatore e promotore della legge – la nostra Regione ha già una cultura previdenziale più diffusa rispetto alla media nazionale grazie al progetto Pensplan, ma è tempo di fare un ulteriore salto di qualità. Ancora una volta, la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol sceglie di agire, puntando su una politica previdenziale inclusiva, intergenerazionale e lungimirante. In una logica di sussidiarietà e tutela della famiglia, il fondo pensione diventa uno strumento di risparmio a sostegno di bisogni rilevanti lungo l’intero arco della vita: dall’acquisto della casa alle spese sanitarie. È difficile chiedere a un giovane di pensare oggi alla pensione che riceverà tra quarant’anni, ma possiamo creare le condizioni affinché questo risparmio inizi da subito, grazie a un sostegno pubblico concreto – ha concluso Daldoss – ecco perché investire sulla previdenza fin dalla nascita è una scelta strategica, educativa e di responsabilità collettiva»
Per accedere al contributo, il richiedente dovrà risiedere da almeno tre anni in un comune della Regione, mentre il minore dovrà essere residente alla nascita o acquisire la residenza in Regione per effetto del provvedimento di adozione o affidamento. Per beneficiare delle erogazioni negli anni successivi, sarà necessario che il minore continui a risiedere stabilmente in Regione. L’adesione a una forma di previdenza complementare dovrà essere attivata al momento della domanda. La condizione economica della famiglia non sarà in alcun modo considerata: si tratta infatti di una misura universale, fondata sul principio dell’uguaglianza delle opportunità previdenziali.
L’intervento sarà gestito da Pensplan Centrum S.p.A., società in house della Regione e delle due Province autonome, che curerà gli aspetti operativi e promuoverà l’iniziativa anche attraverso accordi con gli uffici anagrafe dei comuni.
La legge riguarderà tutti i nuovi nati a partire dal 1 gennaio 2025 e con norma transitoria anche quelli nati negli anni precedenti fino al 2020 compreso.
La Regione prevede un’adesione stimata pari al 20% dei potenziali beneficiari, circa 8.500 nascite e adozioni ogni anno, l’investimento previsto ammonta a poco più di 3,2 milioni di euro per il primo anno, per poi stabilizzarsi attorno ai 2 milioni annui a regime.
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