Economia

giovedì 2 Aprile, 2026

Transizione 5.0, ricompaiono i 50 milioni per il Trentino. Urso: «Risorse portate a 1,5 miliardi»

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La notizia del taglio, definita una «beffa», aveva creato sconcerto. Il ministro: «Fatti un po' di sacrifici»

La «beffa» – così com’era stata ribattezzata dagli industriali – si è rivelata essere un Pesce d’aprile. Stando agli annunci, quantomeno. Ieri, al tavolo con le associazioni economiche, in primis Confindustria, il governo ha assicurato che i fondi del piano Transizione 5.0 non saranno tagliati, anzi saranno aumentati.

La notizia della riduzione del 65% delle risorse destinate a quelle aziende che hanno programmato o già avviato investimenti sulle fonti rinnovabili aveva creato parecchio sconcerto nel mondo dell’impresa. Soprattutto perché il taglio – emerso dal decreto fiscale varato venerdì scorso – sarebbe arrivato nel momento in cui la guerra in Medio Oriente ha riacceso la spirale inflattiva sui beni energetici. Significava che – come riportato su il T del 29 marzo – 7.417 aziende a livello nazionale, quasi 100 in Trentino, con un credito d’imposta potenziale di 1,65 miliardi, 70-80 milioni in provincia su 200 milioni di investimenti inizialmente previsti, avrebbero ricevuto solo 537 milioni in tutto, il 35% del credito d’imposta richiesto, un terzo dell’agevolazione spettante. Le imprese trentine avrebbero perso quindi sostegni per 40-50 milioni.

Ieri, però, il ministro Adolfo Urso ha annunciato che le risorse non saranno ridotte da 1,3 miliardi a 537 milioni, ma anzi saranno portate a 1,5 miliardi. Le risorse arriveranno «da un po’ di sacrifici». «È stato risolto il problema», hanno fatto sapere esponenti del governo a margine dell’incontro sulle coperture.