Il dramma
domenica 6 Aprile, 2025
Tragedia sul Monte Bianco, Giovanni Andreis di Cles precipita in un crepaccio: lascia due figlie
di Simone Casciano e Davide Orsato
Il papà: «Amava la montagna»
Doveva essere una gita scialpinistica per salutare la stagione dello sci, quella organizzata dalla Sat di Cles, si è purtroppo trasformata nella tragedia costata la vita a Giovanni Andreis, quarantenne di Cles, dove aveva un’officina meccanica per mezzi agricoli e faceva l’agricoltore. Era andato anche lui, con la nutrita spedizione nonesa, venti persone, a quota 3.800 metri, sul versante francese del Monte Bianco. Una due giorni sul tetto d’Europa, finita in tragedia. Erano circa le 11 quando gli alpinisti trentini, impegnati in una discesa sugli sci, nella zona della Vallée blanche, si sono imbattuti in un crepaccio a bordopista. Non l’hanno visto a occhio nudo. Forse era coperto da un «ponte di neve». Al passaggio di Giovanni Andreis, la coltre nevosa non ha retto, cedendo sotto gli scii. Lo sciatore trentino è così sprofondato in un nella fenditura del ghiacciaio, per circa 30 metri.
Ne è seguito un disperato tentativo di soccorso. Al termine del quale il corpo è stato estratto dai gendarmi-soccorritori di Chamonix intervenuti in elicottero. Purtroppo si sono rivelati vani: il decesso è stato dichiarato sul posto. La notizia ha raggiunto il Trentino nella tarda serata di ieri. Così è stata avvisata la famiglia: Giovanni Andreis lascia una moglie, avvocata, e due figlie ancora bambine.
Del drammatico incidente è stato informato, sempre in serata, anche il padre del quarantenne, l’ex assessore del comune di Cles, Franco Andreis. «Mio figlio — le sue parole — era un appassionato di montagna. Lo sapevo in compagnia degli scialpinisti e degli istruttori della Sat, di cui aveva piena fiducia». Il dolore ha investito tutta la comunità di Cles, come raccontato anche dal sindaco Ruggero Mucchi. «Era un ragazzo pieno di energia e con due figlie piccole bellissime. Giovanni era ovunque, un concentrato di energia che riversava nel suo lavoro e nelle sue passioni, tra cui la montagna. Questo è un momento di grande dolore per tutta la comunità di Cles».
La spedizione avrebbe dovuto durare due giorni. Il gruppo della Sat di Cles era partito da Courmayer, salendo con la funivia Skyway. Avrebbero dovuto, tramite una traversata definita impegnativa, giungere al rifugio Cosmiques, dove avrebbero pernottato. Non ci sono mai arrivati. Oggi li avrebbe attesi la parte più emozionante, con la discesa sul Mer de Glace, il ghiacciaio più imponente d’Europa. Quella di ieri è stata una giornata tragica sul Bianco. Sempre in mattinata un’altra vittima, questa volta francese. Anche in questo caso lo sciatore è caduto in un crepaccio, mentre stava sciando sul Col des Dômes.
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