Alto Garda

domenica 9 Agosto, 2026

Tignale, nuovo focolaio d’incendio. Il sindaco: «La guerra non è ancora vinta. Risparmiate l’acqua, ci serve»

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Messe a disposizione alcune piscine private. «Nessun pericolo per le abitazioni»

Non è ancora finita l’emergenza incendio sulle montagne di Tignale. Dopo il rogo divampato nella serata di venerdì in località Olzano, nella serata di domenica 9 agosto è stato segnalato un nuovo focolaio non lontano dalla località Prabione.

Le fiamme continuano a interessare l’area montana dell’Alto Garda bresciano, dove sono impegnate le squadre dei Vigili del fuoco (tra cui il corpo trentino di Riva del Garda), della Protezione civile, dei Carabinieri Forestali e i volontari antincendio.

La situazione resta sotto stretta osservazione anche per la presenza del vento, che può alimentare i fronti e rendere più difficili le operazioni di spegnimento. Nella notte, in via precauzionale, erano state evacuate almeno cinque case vacanza occupate da turisti stranieri, oltre al residence La Forca. Le forze dell’ordine avevano verificato le abitazioni della zona per accertare che non vi fossero persone in pericolo.

Il sindaco: «La guerra non può essere dichiarata ancora vinta»

A fare il punto sulla situazione è il sindaco di Tignale Daniele Bonassi, che in un avviso rivolto a residenti e turisti invita a non abbassare la guardia.

«Nonostante in questo momento le fiamme possano dirsi domate, la guerra non può essere dichiarata ancora vinta», sottolinea il primo cittadino. «Permangono infatti molti focolai, il sottobosco bruciato è ancora troppo caldo e potenzialmente in grado di riattivarsi, soprattutto con i venti, caratteristica del nostro lago, solitamente grande conforto della calura estiva, ma che sono una grande preoccupazione in caso di incendio».

Bonassi rassicura comunque la popolazione sul fronte della sicurezza: «Non vi sono pericoli per l’incolumità delle persone e delle case, ma permane la preoccupazione per le aree boscate».

Il sindaco ha quindi rivolto un nuovo appello a residenti e turisti, anche alla luce della contemporanea crisi idrica che interessa numerosi Comuni del Garda.

«Evitare gli sprechi d’acqua»

Uno dei problemi emersi durante le operazioni di spegnimento riguarda infatti la disponibilità di acqua. In condizioni normali i mezzi antincendio vengono riforniti attraverso gli idranti collocati in punti strategici del territorio, ma un utilizzo intenso rischierebbe di provocare un rapido abbassamento dei bacini di acqua potabile, con possibili conseguenze per la popolazione.

«È importante che tutti facciano la propria parte per adottare un consumo responsabile dell’acqua», ha spiegato Bonassi, ricordando che la risorsa deve essere utilizzata esclusivamente per fini alimentari, sanitari e domestici, evitando gli sprechi.

Per le operazioni antincendio si è cercato anche di utilizzare l’acqua del torrente Piovere (Vione), ma la portata attuale non consente di prelevare in tempi rapidi i quantitativi necessari.

Per questo, nella mattinata di domenica, è stata utilizzata anche l’acqua della piscina pubblica di Prabione. Una soluzione che, tuttavia, i piloti hanno ritenuto poco idonea a causa della sua collocazione.

Il Comune ha quindi individuato alcune alternative nelle piscine private di strutture ricettive. A disposizione sono state messe le piscine de La Portella, dell’Hotel Residence Panorama La Forca e del Park Hotel Zanzanù.

«Ringrazio infinitamente per la sensibilità e disponibilità dimostrate», ha sottolineato il sindaco. Nella giornata di domenica è stata utilizzata soltanto l’acqua della piscina de La Portella, mentre le altre due strutture rimangono disponibili come ulteriori riserve in caso di necessità.

La piscina di Prabione, ha infine comunicato il Comune, tornerà regolarmente aperta al pubblico nella giornata di lunedì, così da garantire il servizio a residenti e turisti.

Nel frattempo, gli interventi per lo spegnimento e la bonifica dell’area proseguono. Restano ancora da accertare le cause che hanno originato il rogo.

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