Il caso
sabato 14 Marzo, 2026
Terremoto ad AmAmbiente: si dimette il direttore Bortolotti. E a Pergine esplode il caso politico
di Daniele Benfanti
Dopo 25 anni si interrompe il rapporto tra la multiservizi e lo storico dirigente. Risoluzione consensuale con il presidente Malacarne, ma le opposizioni incalzano: «Campo invaso dalla politica»
Roberto Bortolotti, dopo una carriera di 25 anni nell’azienda pubblica multiservizi, non è più il direttore generale di AmAmbiente, la società con sede a Pergine in Viale Venezia, nata 4 anni fa dalla fusione di Amnu e Stet e che si occupa dei servizi municipali di gestione del ciclo idrico, dell’igiene ambientale, dell’illuminazione pubblica, delle energie rinnovabili e delle onoranze funebri.
La notizia è arrivata ieri pomeriggio con un comunicato stampa emesso dall’ufficio comunicazione in cui si legge: «Daniele Malacarne, presidente di AmAmbiente Spa e Roberto Bortolotti, direttore generale, comunicano congiuntamente che, a seguito di un confronto sereno e costruttivo, hanno deciso di procedere alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, che giunge al termine dopo oltre venticinque anni di fattiva collaborazione».
Nessuno, negli ambienti politici di opposizione a Pergine, fa mistero che la politica possa aver invaso il campo della dirigenza tecnica. La Civica Oss Emer ha messo a punto interrogazioni comunali proprio in questi giorni contestando il sistema tariffario per l’acquedotto e la gestione dei prezzi dei parcheggi, in particolare ai Canopi a Pergine. In città non si fa fatica a vedere nella «risoluzione consensuale del contratto» il frutto diplomatico di una possibile frattura, rimasta sottotraccia in questi primi mesi di lavoro a braccetto tra il presidente Malacarne e il direttore Bortolotti.
Anche se il comunicato di AmAmbiente punta soprattutto a rassicurare su questo fronte: «Questi anni sono stati caratterizzati da un percorso di crescita condivisa, durante il quale l’ingegner Bortolotti ha contribuito in modo significativo allo sviluppo dell’azienda, guidandola con professionalità, dedizione e senso di responsabilità, garantendo un costante coinvolgimento di tutte le figure con le quali la direzione generale si è interfacciata» si legge nella nota. Al di là dei ringraziamenti reciproci per i risultati raggiunti e gli auguri per il futuro, come da prassi nelle migliori squadre di calcio quando si esonera un allenatore o il «mister» si dimette, è facile immaginare che questa separazione lascerà strascichi politici a Pergine e dintorni. Le minoranze annunciano interrogazioni consiliari e a mente fredda si attendono reazioni trasversali sul cambio della guardia che si prefigura.
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