Sicurezza

lunedì 9 Febbraio, 2026

Telecamere «intelligenti» con l’AI e braccialetti per contrastare le aggressioni al personale: al via la sperimentazione al Santa Chiara

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La direttrice della Provincia Furlani: «Rispettate tutte le normative europee in materia di protezione dei dati». Ferro: «Nel 2025 episodi in calo»

Una «stretta» decisa ai controlli nel pronto soccorso per rispondere al crescente numero di aggressioni al personale. Dal primo marzo e fino al 31 maggio si svolgerà la sperimentazione del nuovo sistema di videosorveglianza «intelligente» all’ospedale Santa Chiara.

«Durante la fase sperimentale saranno utilizzate le telecamere già presenti nel pronto soccorso, integrate da alcuni dispositivi digitali e da un software di analisi basato sull’intelligenza artificiale – spiega la direttrice del Dipartimento infrastrutture Debora Furlani – Il nuovo sistema analizza in tempo reale immagini e segnali ambientali per individuare comportamenti potenzialmente aggressivi o situazioni anomale, come ad esempio movimenti concitati, rumori insoliti o condizioni di particolare agitazione, ed è in grado di inviare segnalazioni rapide al personale incaricato della sicurezza. In una prima fase il sistema di rilevazione guidato dall’AI lavorerà in parallelo agli attuali strumenti di allertamento, attraverso “braccialetti” indossabili dagli operatori, senza attivare automaticamente allarmi. Questi primi mesi di sperimentazione ci daranno l’opportunità di valutare la bontà delle segnalazioni generate dall’intelligenza artificiale che saranno valutate dal personale per verificare l’efficacia del sistema e ridurre il rischio di falsi allarmi».

Un sistema che sembra quindi presentare diverse analogie con il progetto “Marvel” che il Comune di Trento e Fbk avevano previsto per rafforzare la sicurezza in città, ma che successivamente era stato bloccato dal Garante per la Privacy. Furlani garantisce però che «Le immagini sono protette da sistemi di cifratura, sono previste tecniche di oscuramento dei volti e tutte le procedure rispettano le normative europee e nazionali in materia di protezione dei dati e utilizzo dell’intelligenza artificiale, come il Gdpr e l’Ai Act».

«Questo progetto pilota – ha spiegato il direttore generale di Asuit Antonio Ferro – rientra in un quadro più articolato di interventi che hanno contribuito per la prima volta nel 2025 ad un calo degli agiti aggressivi, un segnale importante e rassicurante. Stiamo mettendo in campo tutte le azioni possibili per rafforzare la sicurezza di operatori e pazienti, lavorando in stretta collaborazione con la Provincia, i sindacati, le forze dell’ordine e il Commissariato del Governo. Le iniziative seguono le linee guida della Provincia e comprendono anche progetti pilota innovativi, come questo. Le aree più critiche rimangono sempre i pronto soccorso, soprattutto Trento e Rovereto, i SerD e i Centri di salute mentale, e continueremo a lavorare sul fronte della sicurezza sempre nel rispetto della privacy e della tutela dei lavoratori».