L'intervista

venerdì 31 Luglio, 2026

Telecamere e intelligenza artificiale: è dibattito sul riconoscimento facciale. Il criminologo Baratto: «La privacy è a rischio e manca una soglia di gravità del reato»

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L'esperto interviene sulla proposta del governo per l'uso dell'IA per identificare attraverso il volto possibili colpevoli
«La privacy non è in conflitto con la sicurezza: serve a impedire che misure eccezionali diventino forme ordinarie di controllo generalizzato della popolazione». A dirlo è Gabriele Baratto, docente di Criminologia e coordinatore scientifico di eCrime al Dipartimento trentino di Giurisprudenza, riflettendo sulla proposta di decreto per l’utilizzo dell’AI da parte delle forze dell’ordine. Baratto, dovendolo spiegare in modo semplice, cos’è il riconoscimento facciale di cui parla il decreto? Quando può essere utilizzato dalla polizia? E in che modo possono essere usati questi dati? «È una tecnologia che trasforma l’immagine di un volto in un dato biometrico, confrontabile con altre immagini per verifica...

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