Politica

sabato 28 Marzo, 2026

Sulle parole di Tisi gli autonomisti si dividono: Kaswalder fra i firmatari delle critiche, Bosin e Tonina prendono le distanze

di

Posizioni diverse all'interno del gruppo consiliare delle Stelle Alpine: «Parole contro il vescovo non condivisibili»

Non è solo l’opposizione a non aver gradito l’attacco dei consiglieri Claudio Cia, Luca Guglielmi e Walter Kaswalder nei confronti del vescovo Tisi e delle sue affermazioni su accoglienza e Cpr. Anche alcuni esponenti della stessa maggioranza, pur restando sulle loro posizioni in merito di immigrazione, invitano a lasciare la Chiesa fuori dallo scontro politico.

È il caso ad esempio della consigliera Maria Bosin e dell’assessore Mario Tonina, tutti nomi del gruppo provinciale del Patt di cui fa parte anche lo stesso Kaswalder. «Come consiglieri autonomisti, crediamo che il confronto su questi temi debba mantenere toni equilibrati, riconoscendo il valore del richiamo umano e morale espresso dall’Arcivescovo, che invita a una riflessione profonda sul senso della comunità e della solidarietà – scrivono Bosin e Tonina in un comunicato – Non riteniamo quindi condivisibili interventi politici che si traducano in una censura o in una delegittimazione delle parole di Mons. Tisi; al contrario, è fondamentale che il dialogo tra istituzioni civili e religiose avvenga nel rispetto dei ruoli di ciascuno». I Cpr rimangono, si legge, «uno strumento previsto dall’ordinamento e funzionale alla gestione delle situazioni di irregolarità», ma il fatto che Kaswalder abbia deciso di prendere l’iniziativa sul tema non è piaciuto ai colleghi del gruppo: «Riteniamo infine importante che, su temi così rilevanti, il confronto all’interno del Gruppo consiliare avvenga in modo preventivo e condiviso, così da garantire una posizione chiara e coerente – conclude la nota – Questo anche per evitare che prese di posizione individuali possano essere impropriamente attribuite all’intero Gruppo».

Anche Eleonora Angeli, appartenente al Gruppo Misto dopo aver lasciato la lista Fugatti e parte del gruppo autonomista in Regione, non ha apprezzato l’intervento dei tre consiglieri: «Il richiamo della Chiesa non si sostituisce alla politica né pretende di governare fenomeni complessi – dichiara – Contrapporre “chi predica” a “chi governa” rappresenta una semplificazione che non aiuta il dibattito. Una comunità democratica ha bisogno di entrambe le dimensioni: istituzioni che decidono e una coscienza etica che orienta. Non voglio pensare che la guida importante del Vescovo possa permettersi di assumere posizioni politiche di maggioranza o minoranza. Il suo ruolo resta alto e distinto: richiamare principi, non schierarsi. Attribuire alla Chiesa una volontà di colpevolizzazione dei cittadini e delle istituzioni appare una lettura forzata, che rischia di alimentare divisioni invece di favorire un confronto serio. È solo dentro una visione che integri legalità, responsabilità e dottrina sociale cattolica che si possono costruire politiche credibili, capaci di tenere insieme umanità, sicurezza e coesione».