Val di Sole
martedì 20 Ottobre, 2026
Sugli orsi è scontro in diretta tra Claudio Cia e Maria Vittoria Brambilla: «Referendum e accuse alle politica trentina: fa disinformazione»
di Redazione
Il consigliere di Forza Italia era in diretta a Ossana, dove la sindaca ha denunciato la preoccupazione degli abitanti
«In pochi minuti di televisione l’onorevole Michela Vittoria Brambilla è riuscita a citare un referendum mai esistito, a confondere due progetti diversi e ad attribuire alla politica trentina responsabilità che non trovano riscontro nei documenti ufficiali». Così il consigliere provinciale Claudio Cia tornando sul confronto del 15 ottobre a Diario del Giorno, su Rete 4, durante il collegamento da Ossana, in Val di Sole (luogo dove poche settimane fa è stato avvistato un orso nel parcheggio di fronte al municipio) per chiarire alcune delle affermazioni pronunciate da Brambilla. La prima riguarda il presunto referendum con cui i trentini avrebbero approvato la reintroduzione degli orsi. «Brambilla ha parlato testualmente di un referendum tra gli abitanti del Trentino – lamenta Cia – che hanno votato per averli. Quel referendum, però, non si è mai svolto. Ci furono invece due sondaggi Doxa: nel 1997 su 1.500 persone delle province di Trento, Bolzano, Brescia, Verona e Sondrio e nel 2003 su 2.000 residenti della provincia di Trento. Le vere consultazioni popolari sono arrivate tra il 2024 e il 2025, in sei territori trentini, con risultati ben diversi: in Val di Sole il 98,58% dei votanti ha giudicato la presenza di orsi e lupi nelle zone abitate un grave pericolo per la sicurezza, con un’affluenza del 63,16%».
Altro punto sollevato dal consigliere provinciale di Forza Italia riguarda «la confusione tra Life Ursus, il progetto che portò alla liberazione dei primi orsi nel 1999, e il Pacobace, successivo piano di gestione approvato dal Ministero nel 2008».
Cia contesta anche l’affermazione secondo cui per vent’anni non sarebbero stati installati cassonetti antiorso: «I primi risalgono infatti al 2009 e oggi le risorse pubbliche destinate a questi interventi, tra finanziamenti e stanziamenti, superano i 6 milioni di euro. Soldi dei cittadini trentini per questi benedetti cassonetti! Strumenti certamente utili, ma che non possono impedire ogni incontro pericoloso con un orso», ha commentato Cia. Infine, la questione della segnaletica: «Brambilla ha sostenuto che un’adeguata presenza di cartelli avrebbe evitato la tragedia di Andrea Papi, arrivando poi ad accusare di diffondere terrore a fini politici chi richiama pubblicamente l’attenzione sui rischi legati agli orsi. I cartelli sono certamente utili, ma non garantiscono di evitare le tragedie, proprio come la segnaletica stradale aiuta a prevenire gli incidenti, senza poterli impedire tutti»
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