Scuola

lunedì 5 Ottobre, 2026

Studenti, nasce l’associazione Aula: «Vogliamo creare un nuovo spazio di confronto e una pluralità di voci»

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Fondata da sette ragazzi, l'associazione vuole affiancare gli organismi della rappresentanza scolastica e favorire il confronto prima delle sedute della Consulta. La fondatrice Lia Sartori: «Nelle sedi istituzionali arrivava una voce degli studenti nella quale non ci riconoscevamo»

Una nuova associazione studentesca trentina che si propone di creare uno spazio di confronto tra gli studenti, anche al di fuori degli organismi della rappresentanza scolastica. Tra gli obiettivi, rafforzare la partecipazione alla vita scolastica e istituzionale, favorire il confronto prima delle sedute della Consulta e supportarsi reciprocamente. Ne parliamo con Lia Sartori, studentessa e fondatrice, insieme ad altri 7 studenti.
Lia Sartori, da dove nasce l’idea di Aula?
«Io e alcuni amici ci siamo accorti che nelle sedi istituzionali arrivava una voce degli studenti nella quale non ci riconoscevamo. Penso al parere sul ddl carenze portato in quinta commissione in Provincia . Il problema non è ovviamente la Consulta degli studenti : la politica ha tempi diversi da quelli della scuola e può essere fisiologico che non ci sia il tempo per un confronto studentesco. Siamo convinti però che se ci fosse stato, sarebbe arrivato un parere completamente diverso e noi vogliamo provare a generarlo».
Ci spieghi meglio come funzionerebbe?
«L’idea è creare uno spazio prima delle riunioni di consulta, nel quale possano partecipare sia gli studenti rappresentanti sia quelli che non hanno un ruolo di rappresentanza. Un’anticamera del confronto, insomma, da cui si possa creare consapevolezza per raccogliere una pluralità di voci».
Come sarà organizzata internamente l’associazione?
«Abbiamo fatto un atto notarile proprio per avere una struttura e degli organi. Al momento siamo una quindicina. Ci sono soci ordinari, soci alumni, cioè chi ha concluso le superiori da non più di due anni, e soci sostenitori. I fondatori sono sette e per il direttivo abbiamo scelto un “triumvirato”: ne facciamo parte io, Giovanni Cretti e Marco Rota».
Quali sono i vostri valori?
«La democraticità è centrale. Ci interessa la partecipazione della comunità studentesca. Un altro tema è il rapporto con i docenti. Per noi lo studente deve essere al centro, ma non nel senso che tutto debba ruotare intorno allo studente: deve esserci dialogo con il docente. Ci sta a cuore anche la cultura, contro le derive aziendalistiche della scuola. Ogni indirizzo scolastico ha un valore in sé, a prescindere dalla sua utilità pratica».
Cosa vorreste fare concretamente nelle scuole?
«Vorremmo creare gruppi attivi e una comunità democratica, ma anche offrire servizi agli studenti: tutoraggio, eventi, incontri, scambio di libri e appunti. Queste attività possono permettere all’associazione di autofinanziarsi. A breve inizieremo a girare nelle scuole per farci conoscere».

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