Il parere
giovedì 7 Settembre, 2023
Smartphone e social, l’allarme: «gli adolescenti ne sono schiavi»
di Redazione
A parlarne è Adelia Lucattini, della Società psicoanalitica italiana
Gli adolescenti sono sempre più dipendenti da smartphone, social network e tecnologia. A lanciare l’allarme Adelia Lucattini, della Società psicoanalitica italiana perché diventano «sempre più evidenti» gli effetti collaterali sui ragazzi. «I giovani legati agli smartphone hanno difficoltà a concentrarsi a scuola, si addormentano tardi e si svegliano anche durante la notte se il loro telefonino comincia a vibrare – spiega Lucattini – Se da un lato, la tecnologia permette di restare in contatto con gli amici e i familiari lontani, d’altro canto, è bene limitarsi evitando di restare continuamente connessi e cercando i tempi giusti da armonizzare con le altre attività quotidiane». I ragazzi «iperconnessi hanno difficoltà a completare qualsiasi lavoro senza interrompersi, per controllare lo smartphone» e la tentazione di rispondere subito «è troppo forte». Una soluzione, dal suo punto di vista, è opportuno cambiare il paradigma legato allo studio «per superare noia e apatia». Un aiuto potrebbe arrivare da insegnanti ed educatori. «Bisogna incoraggiare gli studenti ad appassionarsi allo studio, nonostante il ritardo accumulato durante la pandemia e l’aumento dei disturbi emotivi e del disagio psicologico – afferma – Gli insegnanti, in questo, hanno un grande compito e allo stesso tempo una responsabilità. Sono preparati e formati, possono affrontare e vincere anche questa battaglia vitale per il futuro dei giovani, nonostante le difficoltà che, purtroppo, il sistema scuola vive ogni giorno. La scuola per i ragazzi è un’opportunità indispensabile di apprendimento, formazione e maturazione». La consapevolezza e il cambio di passo, però, devono partire dalla famiglia. «Quanto ai genitori, invece, è necessaria una maggiore consapevolezza dell’importanza del loro ruolo, di avere maggior polso con i figli e una più assidua collaborazione con gli insegnanti e con la scuola – sottolinea – Spesso i genitori non sono preoccupati dal vedere i loro figli costantemente ripiegati su se stessi e immersi, persi, nello schermo luminoso dello smartphone. Ai genitori è richiesto di essere ‘coraggiosi’ e consapevoli che se decidono di vietare l’uso eccessivo del cellulare, andranno incontro alle proteste dei loro figli, perché è normale, l’adolescenza è l’età della contrapposizione e della ribellione e educare implica il gioco delle parti. Se i figli adolescenti non accettano di essere ripresi per un comportamento simile a quello dei loro genitori, è necessario che gli adulti spieghino che c’è un tempo per ogni cosa» conclude.
Italia
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di Redazione
Dapprima rientri senza pernottamento, alla presenza di un educatore. Dopo almeno un mese di regolare frequenza scolastica, eventualmente fine settimana interi