Val di Non

lunedì 14 Settembre, 2026

Segno in lutto per la morte di Sukhpreet Singh: «Si era diplomato con voti altissimi, era pronto a iniziare Informatica all’università»

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L'ex professore Alberto Boccardo: uscito con 98, era una promessa. Anche i cattolici pregano per lui: questa sera un rosario

Lutto a Segno attorno alla famiglia Singh. Tutti li conoscevano, perfettamente inseriti nella comunità nonesa dove il ventenne Sukhpreet viveva assieme al fratello maggiore, la sorellina, papà e mamma. Una vicinanza che si percepiva già entrando in paese, con i tanti amici e familiari che si recavano a casa della famiglia. «Siamo tutti sconvolti dall’accaduto. Lo ricorderemo come un ragazzo sempre sorridente e tranquillo. Quando vedeva che avevi bisogno d’aiuto, lui era sempre disponibile», racconta una sua amica, Harmin Kaur.
Sukphreet era un ragazzo brillante e con le idee chiare: diplomato in Informatica con 98 su 100 all’Itet Pilati di Cles due anni fa, quest’anno avrebbe iniziato gli studi universitari, sempre in Informatica. «Un ragazzo veramente d’oro, educatissimo e mai arrabbiato con nessuno», lo descrive così Alberto Boccardo, il suo ex professore di informatica alle superiori. «Proprio ieri (venerdì ndr) sera ne parlavo con degli amici senza sapere di quello che era accaduto. E lo descrivevo come uno studente modello perché per me era così». Sukhpreet amava studiare ed era eccellente nel farlo. «Era molto studioso — ricorda ancora il suo professore — aveva fatto un bellissimo esame con i complimenti della Commissione, tant’è che si è poi diplomato con quasi il massimo dei voti». Ma non era solo bravo a scuola, era anche attivamente partecipe, «una persona sempre disponibile. Quando facevamo le giornate di scuola aperta era il primo a venire per mostrare ai potenziali futuri iscritti la scuola e raccontare la sua esperienza. Era davvero un ragazzo d’oro, non saprei come meglio descriverlo».

E quando non era impegnato con gli studi, si è sempre dato da fare lavorando, come del resto suo fratello. «Insegnavo al fratello maggiore ma lo ricordo da piccolino che girava per il corridoio a scuola. Siamo molto legati a questa famiglia», dice una sua maestra visibilmente scossa. È una tragedia che si legge negli occhi in lacrime dell’amica di famiglia che corre a recuperare l’auto per portare la madre di Sukhpreet, che si stava sentendo male, all’ospedale. La porta di casa è aperta, e al secondo piano ci sono tutti i suoi cari a darsi un po’ di coraggio per affrontare il dramma. C’è il fratello maggiore ad accogliere le persone, sorretto dalla presenza di amici e familiari presenti in un momento che non lascia spazio alle parole. Sono gli abbracci, le strette di mano, i capi chini, gli occhi in lacrime a parlare. E raccontano di una persona sconvolta per una tragedia che non ha risposte, ma orgogliosa e fiera di suo fratello minore. In quella casa c’è un’intera comunità, stretta e raccolta assieme, accogliente e gentile come da tutti vengono descritti i Singh. «Persone educate, semplici, che si ponevano con quel rispetto che adesso è diventato sempre più raro alle udienze da parte dei genitori», racconta Boccardo.

A nome di tutta la comunità di Predaia lo ha voluto ricordare anche la sindaca Giuliana Cova, che ha espresso il suo «più profondo cordoglio per questa tragedia che ci ha colpiti così duramente. La famiglia era da molti anni parte integrante del nostro territorio e tutti la conoscevamo bene», tanto che come ricorda Cova, Sukhpree partecipava alle attività del gruppo giovani di Segno. «Siamo profondamente addolorati per quanto accaduto: un evento che ha sconvolto non solo i loro cari, ma l’intera comunità, che ora si stringe attorno a loro con affetto e solidarietà». La famiglia era arrivata in Trentino più di 20 anni fa. «Sono persone eccellenti, tutti bravissimi e studiosi», racconta Lucia Maria, la titolare della nota sidreria Melchiori dove lavorano il fratello maggiore, ma anche il padre, ormai con loro da più di vent’anni. «Il padre è arrivato qui e non aveva niente, zero, ma lavorando sodo è riuscito a comprare la casa e costruire un futuro alla su famiglia. È una tragedia di cui non riusciamo a capacitarci», dice trattenendo le lacrime e scuotendo la testa.

Adesso la famiglia aspetta di poterlo salutare. Sul corpo del ragazzo sarà eseguita l’autopsia e, proprio per questo, non è stata ancora fissata la data del funerale. E domani verrà recitato un rosario nella chiesa di Segno per «pregare per Sukhpreet, la famiglia, l’amico che lo ha investito», fa sapere il parroco don Riccardo Pedrotti.

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