Cronaca
giovedì 29 Ottobre, 2026
Caporalato in Trentino, il racconto delle vittime: «Avevamo la quota frutti per ogni ora. Se non la raggiungevamo erano botte»
di Patrizia Rapposelli
Reclutati a decine, minacciati e poi umiliati. L'esclusiva del T Quotidiano
«Picchiava uno dei ragazzi. E poi l’ha mandato a casa a piedi per punizione».
I giovani braccianti nigeriani, arruolati tramite il reclutatore e la moglie finiti in carcere, vivevano in un vero e proprio incubo. Questo è quanto emerge dalle carte dell’inchiesta della guardia di finanza in bassa Valsugana, che ha portato a due arresti nei giorni scorsi. Costretti a lavorare anche nove ore al giorno dal lunedì alla domenica nella stagione della raccolta per riempire almeno cinque casse di piccoli frutti. Altrimenti prendevano la botte. Puniti facendoli andare a casa a piedi sotto la pioggia, obbligati a lavorare a piedi nudi nella terra e senza cappello. E poi non prendevano una lira perché il salario ...
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