Redazione

venerdì 9 Ottobre, 2026

Sanzionata dopo un’intervista (anonima). Dipendente Asuit vince la causa contro l’azienda sanitaria

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Esulta la Cisl, il suo sindacato, che cita Manzoni: «Verrà il giorno. Ecco, ora è arrivato»

Aveva fatto delle dichiarazioni a un giornalista della Rai di Trento, di spalle e con voce alterata, segnalando le criticità dell’ospedale di Arco. Ma i vertici dell’Asuit sono riusciti a individuarla e l’hanno punita con una dura sanzione disciplinare. Ora il tribunale di Rovereto ha dato ragione a una delegata della Cisl Fp Trentino,  annullando le sanzioni disciplinari che le erano state inflitte e condannando l’Azienda al pagamento delle spese legali. La vicenda era nata dopo un’intervista nella quale la lavoratrice aveva segnalato alcune criticità legate al contesto lavorativo.

La decisione viene accolta dal sindacato come una vittoria per la libertà di espressione sindacale e per il diritto dei lavoratori di denunciare le problematiche presenti nei luoghi di lavoro. «È una vittoria della libertà di espressione sindacale, della dignità di una lavoratrice e del diritto di rappresentare le criticità presenti nei luoghi di lavoro», dichiarano Beppe Pallanch, segretario generale della Cisl Fp e Sandro Pilotti, componente della segreteria e responsabile della Sanità pubblica e privata.

Il sindacato ha sostenuto la delegata fin dall’inizio della vicenda. Il 23 gennaio, davanti alla sede di ASUIT in via Degasperi, era stato organizzato un presidio con lo slogan «Difendiamo chi cura. Ora», al quale avevano partecipato tutte le federazioni della CISL per esprimere solidarietà alla lavoratrice.

Secondo Pallanch e Pilotti, la sentenza conferma l’importanza di tutelare chi rappresenta i colleghi e segnala problemi nell’organizzazione del lavoro. I due esponenti sindacali sottolineano inoltre che la vicenda non può considerarsi conclusa con l’annullamento delle sanzioni.

La Cisl Fp chiede ora un intervento della politica provinciale e un cambio di passo nella gestione delle relazioni sindacali. Nel mirino del sindacato c’è anche la mancata presa di posizione della Presidenza della Giunta provinciale, dalla quale, secondo Pallanch e Pilotti, ci si sarebbe aspettati un approfondimento della vertenza e un confronto con la lavoratrice e i suoi rappresentanti.

«Non bastano dichiarazioni di principio: servono decisioni concrete, una diversa cultura delle relazioni sindacali e, soprattutto, rispetto per chi lavora», affermano i due sindacalisti, chiedendo che vengano chiarite le responsabilità legate alla gestione del procedimento disciplinare.

Il sindacato annuncia inoltre che valuterà ulteriori iniziative nelle sedi opportune, sostenendo che la decisione del Tribunale possa aprire nuovi sviluppi sulla vicenda.

La sigla ha ringraziato le federazioni che hanno partecipato alla mobilitazione e gli avvocati Michele Agostini e Anna Donà, che hanno seguito il caso. Un riconoscimento particolare è stato rivolto alla delegata, per la determinazione dimostrata durante una vicenda che, secondo il sindacato, ha comportato un significativo costo personale e professionale.

Nel comunicato, Pallanch e Pilotti richiamano anche le parole di fra Cristoforo nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni: «Verrà un giorno». «Ebbene, quel giorno è arrivato», affermano.

Il sindacato chiede inoltre interventi sulle criticità organizzative, sui carichi di lavoro e sulla conciliazione tra vita privata e professionale.

«Continueremo a difendere chi lavora, a denunciare ciò che non funziona e a pretendere rispetto per tutte le professionalità della sanità trentina», concludono Pallanch e Pilotti, ribadendo che la dignità dei lavoratori e la libertà sindacale non sono negoziabili.

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