arte
lunedì 12 Agosto, 2024
Roma, opera di Laika dedicata a Paola Egonu compare davanti alla sede Coni. Si chiama «Italianità»
di Sara Alouani
Dopo la vittoria della nazionale italiana femminile di pallavolo, la street artist lancia una stoccata a Vannacci: «Una pallonata in faccia a chi parla di tratti somatici»
Nuova opera della street artist Laika, dal titolo ‘Italianità’ dedicata a Paola Egonu. Il poster è apparso questa notte davanti alla sede del Coni di viale Tiziano 70, a Roma, e raffigura la pallavolista della nazionale italiana campionessa olimpica che schiaccia un pallone su cui appare la scritta: ‘Stop razzismo, odio, xenofobia, ignoranza’.
«Questa vittoria è uno schiaffo a tutti i cosiddetti ‘patrioti’ che non accettano un’Italia multietnica, fatta di seconde generazioni, che non vuole lo ius soli. Una pallonata in faccia a chi parla di ‘italianità’ riferendosi ai tratti somatici», ha dichiarato l’artista, riferendosi alle parole di Roberto Vannacci.
«Nel nostro paese non c’è più spazio per xenofobia, razzismo, odio ed intolleranza. Il razzismo è una piaga sociale che va sconfitta. Farlo anche attraverso lo sport è importantissimo. Credo in un futuro di inclusività, di accoglienza e di rispetto dei diritti umani. Essere rappresentata da atlete come Paola Egonu, Myriam Sylla, Ekaterina Antropova è un onore. Vederle con la medaglia più preziosa dei giochi olimpici al collo, mentre cantano commosse l’inno italiano è una gioia immensa. Dedico questo poster a tutti gli Italiani non riconosciuti come tali dal nostro stato», ha concluso Laika.
Cronaca
Aggredì due autisti sul bus per Campiglio: denunciato un giovane. La Uil: «Lavoratori nel mirino dopo gli après ski, servono cabine blindate»
di Stefano Marini
Il responsabile dei fatti dello scorso 13 dicembre dovrà rispondere di lesioni, violenza a incaricato di pubblico servizio e interruzione di pubblico ufficio
Giustizia
Processo Maria Rosca: «È stata lanciata dalla finestra di schiena». La perizia della Procura inchioda Ion Gavrila
di Benedetta Centin
Davanti alla Corte d’Assise di Trento, il consulente tecnico della Procura esclude l’ipotesi della caduta accidentale a Riva del Garda: la velocità dell’impatto e la traiettoria parabolica confermano la spinta violenta