Tennis
domenica 7 Giugno, 2026
Roland Garros, oggi alle 15 la finale Cobolli-Zverev: l’azzurro a Parigi cerca l’impresa a 50 anni dal mito Panatta
di Redazione
Dopo il forfait di Arnaldi in semifinale, Flavio Cobolli sfida il tedesco numero 3 del mondo per il titolo dello Slam. Il tennista romano è già sicuro dell'ingresso nella top-10 del ranking ATP
È il grande giorno di Cobolli. Dopo il clamoroso forfait di Matteo Arnaldi, fermato da un virus a poche ore dalla semifinale tutta azzurra con Flavio Cobolli al Roland Garros, il tennista numero 13 al mondo, ma da lunedì in top-10, si prepara alla finalissima di oggi alle 15 (in diretta in chiaro su Nove) contro il tedesco Alexander Zverev. Malgrado il dispiacere per il forfait di Arnaldi nel derby d’Italia sfumato alla Porte d’Auteuil, Cobolli è tornato in campo per un’ora di allenamento sotto ai riflettori del centrale. Un modo per carburare, «provare alcune cose» e «rimanere nel torneo». Da ieri, sui media e social di Francia, impazza il video di Cobolli mentre invita a sorpresa un tifoso a palleggiare nello stadio gremito di gente. Un gesto che ha contribuito ad accrescere il suo capitale di simpatia all’ombra della Tour Eiffel. A Parigi, in tribuna, è stato visto anche il grande amico, Edoardo Bove, calciatore, con cui ha condiviso la presenza nelle giovanili della Roma.
Il ventiquattrenne del Tennis Club Parioli (come Panatta) è tornato ad allenarsi anche ieri pomeriggio per circa un’ora e mezzo nello stadio Suzanne-Lenglen, in attesa della finale fissata per domani alle ore 15. Rivalità sportiva a parte, Zverev e Cobolli hanno sviluppato un rapporto di amicizia negli ultimi anni. «È un grande giocatore e una grande persona», ha commentato il tedesco numero 3 al mondo, dicendosi «felice per Flavio: questa è la sua prima finale Slam e se la merita». Ma sulla terra rossa saranno anzitutto rivali. A 29 anni, il colosso di Amburgo cerca ancora il suo primo titolo Major dopo tre finali perse (US Open 2020, Roland Garros 2024, Australian Open 2025) e in molti ritengono che questa sia per lui l’occasione della vita. «L’unica cosa che posso controllare – dice Sasha – è il mio livello di gioco. Cercherò di esprimere il mio miglior tennis e di fare le cose giuste». E ancora: «Quando giochi una finale Slam non è difficile affrontare un amico. Significa che entrambi avete raggiunto il punto più alto possibile del torneo. È bello condividere un momento del genere. Certo, poi in campo ognuno prova a battere l’altro».
Le ultime sei sconfitte del favorito sono arrivate tutte contro italiani. Una di queste porta la firma di Cobolli. Nell’anno in cui Roma e Parigi celebrano il 70° anniversario del loro storico gemellaggio – sancito nel 1956 con il motto ‘Solo Roma è degna di Parigi. Solo Parigi è degna di Roma’ – sarà dunque un tennista capitolino a tentare l’impresa lungo le rive della Senna. L’ultimo azzurro ad aver vinto il Roland Garros, esattamente 50 anni fa, è stato Panatta, chiamato oggi a consegnare la Coppa al futuro campione. «Vince chi sogna di più» ha detto Cobolli, in un lampo di pura poesia il 30 maggio scorso, dopo la vittoria al terzo turno contro l’americano Learner Tien.
In conclusione, questo torneo che si è aperto con la protesta dei tennisti a sostegno della vertenza per una più equa distribuzione dei proventi, verrà ricordato soprattutto per la resa dei top player, nel torneo maschile e femminile, che ha spianato la strada a chi uno slam non l’aveva mai vinto. Nel tabellone femminile, sono uscite di scena via via tutte le teste di serie e il titolo è andato alla 19enne Mirra Andreeva, ma avrebbe potuto compiere l’impresa addirittura la polacca Maja Chwalinska, che veniva dalle qualificazioni e si è ritrovata in finale. Un infortunio ad un piede ha tradito l’azzurra Jasmine Paolini, ma è niente rispetto a quello che si è visto nel tabellone maschile, tra rinunce, problemi fisici e inattese uscite di scena. Se già prima del sorteggio si erano tirati indietro il campione in carica, Carlos Alcaraz, e un possibile candidato alla vittoria come Lorenzo Musetti, il caldo torrido della prima settimana ha fatto subito una crudele selezione, portando soprattutto all’eliminazione del favorito assoluto, Jannik Sinner. Il n.1 al mondo, reduce da un filotto di successi nei Masters 1000, si è trovato improvvisamente senza forze nel match con Cerundolo junior e ha lasciato Parigi con ampio anticipo, prendendosi una lunga pausa in vista di Wimbledon, al via il 29 giugno. Si spera che a Londra possano essere al via – cosa invece già esclusa da Alcaraz – lo stesso Musetti e Matteo Berrettini.