Politica

lunedì 23 Marzo, 2026

Referendum sulla giustizia, l’Italia boccia la riforma. E Meloni incassa l’esito: «Rispetto il voto, andiamo avanti»

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Alla fine il No si è attestato attorno al 53,7%, contro il 43,6% del Sì: in termini assoluti, circa due milioni di voti di scarto

Le proiezioni empiriche degli exit poll, mediamente scoscese, questa volta hanno trovato riflesso nello spoglio reale: il Referendum sulla giustizia, che poneva cittadini e cittadine dinnanzi alla riforma della magistratura ha cristallizzato la vittoria del no. La prima sconfitta politica nel corso della premiership di Giorgia Meloni, che prima ancora del verdetto definitivo ha consegnato alle agenzie le parole della resa. «Rispetto il voto, andiamo avanti». Nessun passo di lato, come aveva chiarito nei giorni scorsi per evitare trappole e schivare richieste di dimissioni dagli scranni della minoranza.

Gli esiti

Il No è apparso in vantaggio, seppur leggero, fin dai primi exit poll diffusi alle 15, a urne appena chiuse. Quello del Consorzio Opinio Italia per la Rai ad esempio dava il Sì è tra 47-51%, il No tra il 49-53%. Un trend confermato via dalle proiezioni e dal procedere dello spoglio. Alla fine il No si è attestato attorno al 53,7%, contro il 43,6% del Sì: in termini assoluti, circa due milioni di voti di scarto.

Alta l’affluenza, che si è attestata poco sotto al 59%, con picchi oltre il 66% in Emilia-Romagna e Toscana mentre Sicilia e Calabria sono le due regioni rimaste sotto la soglia del 50%. Un dato comunque significativo delle partecipazione popolare dopo il continua calo dell’affluenza nelle ultime tornate elettorali, anche se non influente ai fini della validità della consultazione visto che nel referendum confermativo non è previsto il raggiungimento del quorum.

Le reazioni

«Noi avevamo detto fin dall’inizio che questo referendum non incideva sulle sorti del governo, né in un senso né nell’altro. Lo abbiamo detto prima e lo diciamo adesso». Il primo commento del capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, allo speciale di La7 sul referendum sulla giustizia arriva quando le proiezioni già da qualche minuto hanno certificato la vittoria del No. Parole che sintetizzano lo stato d’animo del centrodestra, che prova a incassare il colpo senza mettere in discussione la tenuta dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. «Era un provvedimento che noi avevamo nel programma elettorale, avevamo il dovere di portarlo avanti perché era un impegno che avevamo assunto nei confronti degli italiani a cui abbiamo chiesto esprimersi», ha aggiunto Bignami. Se adesso serve una riforma elettorale? «Non credo che cambi la nostra agenda parlamentare – ha spiegato -, perché come avevamo detto fin dall’inizio le vicende attinenti alla consultazione referendaria era sganciata». Misurate anche le parole della premier: «Andiamo avanti».