L'analisi del voto
martedì 24 Marzo, 2026
Referendum, riecco l’anomalia del Trentino: il No spacca il Nordest leghista e riapre i giochi per le Provinciali del 2028. Il centrosinistra prepara la leadership
di Donatello Baldo
La provincia di Trento segna una storica controtendenza che galvanizza il centrosinistra. Il sorpasso dello 0,38% certifica la crisi di consenso della Lega e apre la sfida interna al centrodestra per la successione a Fugatti
L’anomalia trentina è apparsa ieri sugli schermi delle tv nazionali. Il centro-nord del Paese, le grandi regioni a trazione leghista, colorate di blu: lì ha vinto il Sì alla riforma della Giustizia. In rosso il Trentino Alto Adige, l’unica realtà del Nordest dove ha vinto il No. Di poco, ma la soglia psicologica del 50% è stata superata, anche se di un risicato 0,38% in provincia di Trento. «È un voto politicizzato», dicevano tutti nei giorni scorsi. E se vale questo assunto, il Trentino è ora contendibile. Se il centrodestra unito ha perso anche con l’innesto dei voti di Azione, il centrosinistra ha vinto. La coalizione all’opposizione guarda ora con fiducia alle elezioni provinciali 2028.
Affluenza,...
Leggi in libertà
Qui Bolzano
Referendum in Alto Adige, affluenza al 38,88% e No al 50,97%: il sì «soft» della Svp non ha mobilitato l’elettorato
di Fabio Gobbato
A Bolzano fanalino di coda per partecipazione, mentre nei comuni e nelle valli prevale il no: la linea non vincolante dei vertici Svp non si traduce in consenso, riaprendo il nodo della leadership politica sul territorio
L'analisi
Referendum in Trentino, l'analisi del voto nelle valli: il sì prevale (quasi ovunque) nei territori ma le città trainano il no decisivo
di Gianfranco Piccoli
Dalla Rendena alla Val di Fassa, il sì domina nei territori non urbani, ma le città confermano il peso decisivo dei centri urbani nell’esito complessivo del referendum
Dopo lo spoglio
Centrodestra trentino silente sul referendum: nessuna regia comune e scarso impegno dei partiti. «Prendiamo atto, rispettiamo il voto»
di Donatello Baldo
Nessun quartier generale, poche prese di posizione e alleati autonomisti defilati: dopo il voto emerge una coalizione fragile, senza strategia condivisa e con crepe politiche tutte da gestire