Sostenibilità
martedì 25 Ottobre, 2022
Proveder, l’Emporio di Comunità cerca casa nel Garda trentino
di Chiara Turrini
Nell'attesa di trovare il giusto spazio il gruppo si trova con regolarità per parlare di spesa solidale
Fare la spesa senza supermercati per ritrovarsi intorno al cibo. Ma cibo buono: a chilometro zero, prodotto da piccole aziende locali che tutelano i lavoratori e garantiscono un’attenzione particolare alla qualità. Utopia? Non secondo il gruppo Proveder, realtà altogardesana che promuove l’acquisto solidale e lavora a un Emporio di Comunità, un luogo fisico dove fare la spesa.
«Oggi abbiamo fatto un passo avanti verso la costituzione di un vero emporio – dice Maria Zasa, colonna di Proveder insieme alla presidente Francesca Corradini – grazie alla collaborazione con Luogo Comune, che ci offre un luogo fisico per i nostri incontri». In attesa di una sede vera e propria dove proporre le merci dei produttori locali, Proveder (nome che viene dal dialetto trentino e significa provvedere e fare la spesa) si ritrova ogni lunedì alle 18.00, nelle sale di Luogo Comune, in via Italo Marchi a Riva del Garda. «Gli incontri sono aperti e conviviali, offriamo informazioni su produttori locali, sui prodotti e diamo la possibilità di acquistare tramite il nostro Gruppo di Acquisto Solidale (GAS)».
Ma cos’è un Emporio di Comunità? «Non è solo uno spazio commerciale. Si tratta di una bottega partecipativa basata sulla cooperazione e sul volontariato – dice la presidente Corradini – e ha lo scopo di rappresentare un’alternativa alla spesa tradizionale, la grande distribuzione per capirci. L’Emporio di Comunità mira a creare relazioni, raccogliere una comunità intorno al cibo».
A Trento c’è già Edera, un gruppo di persone che promuove il consumo consapevole. Ma non solo: ci sono anche momenti di convivialità e incontro, formazione e sensibilizzazione su temi alimentari, ambientali, e molto altro. Proveder si ispira al modello trentino per radicarsi nell’Alto Garda.
L’Emporio si basa sull’impegno delle persone, non solo in termini economici. La spesa è riservata ai soci e alle socie ma questi non sono semplici clienti: ogni socio contribuisce con la propria quota (30 € annui) e un tempo di volontariato indicativo di due ore e 45 minuti al mese per la gestione del negozio, i cui orari di apertura saranno determinati in base alla disponibilità e al numero dei soci. La base sociale propone anche gli incontri e i laboratori.
Per rendere sostenibile e attuabile il progetto dell’Emporio di Comunità, Proveder ha bisogno di 200 soci. Solo allora gli scaffali potranno riempirsi dei prodotti agroalimentari freschi e secchi e di quelli per l’igiene della casa e della persona, principalmente biologici e provenienti dal territorio. Gli stessi prodotti che si trovano attraverso i canali dei Gruppi di Acquisto Solidali, a cui i fondatori di Proveder aderiscono da anni.
«L’Emporio vuole essere qualcosa in più – continuano da Proveder – perché non ci interessa solo il consumo consapevole di prodotti di qualità, ma anche l’intessere relazioni tra persone, ingrediente chiave soprattutto in questa epoca storica. Coloro che fossero interessati, possono passare a trovarci a Luogo Comune il lunedì alle 18.00, oppure unirsi al canale Telegram Proveder».
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