l'intervista

giovedì 22 Ottobre, 2026

Pedot (Confindustria): «Autotrasporto, settore cruciale. Il nuovo decreto legge? Aiuterà a superare le difficoltà»

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Il presidente della sezione trasporti e logistica: «Bene la misura proposta da Salvini. Uno strumento flessibile per seguire gli spostamenti dei prezzi»

C’è soddisfazione per gli interventi promessi, ma il peso degli autotrasportatori sull’economia del paese deve venire riconosciuto e tutelato: per questo, anche a livello locale, la categoria chiede che il dialogo con la Provincia rimanga costantemente aperto. È la sintesi del pensiero di Stefano Pedot, presidente della sezione trasporti e logistica di Confindustria del Trentino, in merito alle mobilitazioni della categoria e ai blocchi degli ultimi giorni che hanno portato il ministero dei Trasporti a intervenire con un nutrito pacchetto di misure dal valore complessivo di quasi un miliardo, oltre che con la promessa di un decreto legge che porterebbe novità importanti per il comparto.
Pedot, quale posizione avete adottato come Confindustria sulle proteste di questi giorni?
«Lo si era già visto nel periodo del Covid, è stato ribadito in questi giorni: la categoria dei trasportatori è un anello di congiunzione fondamentale per tutta la nostra economia. Il provvedimento sulle accise nei mesi scorsi ha penalizzato molto fortemente la categoria e il risultato sono state le proteste degli ultimi giorni. Ora che c’è stato un accordo però mi auguro che i blocchi vengano tolti a breve».
Martedì dopo il vertice fra ministero e sigle del comparto qualcosa si è mosso.
«Siamo arrivati a questi accordi con il Mit anche in conseguenza ai blocchi che ci sono stati soprattutto nel sud Italia, che ha affrontato forse le conseguenze più pesanti. Siamo soddisfatti di quanto emerso dall’incontro, ma dovremo continuare a impegnarci perché alla categoria venga riconosciuto il valore a cui accennavo prima».
Entriamo nel dettaglio degli interventi messi in campo.
«Già da oggi (ieri, ndr) stanno iniziando a venire erogati i contributi per il pagamento del credito d’imposta sul caro carburante, una novità positiva per tutto il settore. Si tratta di circa 430 milioni già sbloccati per gestire le domande che sono arrivate fino al 31 agosto, e altri 50 si potranno riscuotere nel 2027. Il governo si è poi impegnato a intervenire sulle compagnie petrolifere per un’applicazione più estesa dei prezzi calmierati. Infine, altro punto importante, da gennaio 2027 si sbloccherà il fondo da 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare. Una misura con tanti effetti positivi perché i mezzi nuovi sono più sicuri, consumano meno e inquinano meno, quindi c’è un beneficio per l’ambiente, per chi guida e per le imprese. Come detto, sono interventi che abbiamo apprezzato».
Come funziona invece il decreto legge che Salvini avrebbe «promesso» durante l’incontro?
«Si tratta di una proposta basata su un meccanismo già sperimentato in Spagna. Sostanzialmente consiste in un adeguamento automatico e vincolante delle tariffe di autotrasporto in base al prezzo del carburante, quindi uno strumento flessibile per seguire gli spostamenti dei prezzi senza che si creino scompensi o confusioni e che l’autotrasporto rimanga penalizzato».
Secondo lei può essere uno strumento utile?
«Sì, anche qui trovo sia una bella misura, che aiuterà molte aziende a superare questo momento di difficoltà: gli autotrasportatori sono stati i primi ad assorbire i rincari che poi sono ricaduti anche sulla clientela, con un automatismo simile c’è un’agevolazione importante per i trasportatori. In più non sono previste deroghe, che quindi si applicherà senza eccezioni».
A livello locale, il vicepresidente Spinelli ha detto che la giunta è al lavoro per un pacchetto di proposte contro il caro carburanti. Siete stati coinvolti finora nelle discussioni? Quali interventi potrebbero sostenervi?
«Il dialogo con la Provincia è sempre rimasto aperto, a nome della nostra categoria posso garantire che ogni nostra istanza viene ascoltata e presa in considerazione. Certo, bisogna fare i conti con le risorse a disposizione, ma penso di poter dire anche a nome delle altre sigle coinvolte che i rapporti con la Giunta provinciale sono ottimi. Noi non ci possiamo sostituire a quello che fanno i politici, ma possiamo garantire la nostra massima disponibilità al confronto».

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