Economia
venerdì 16 Ottobre, 2026
Caro gasolio, l’allarme degli autotrasportatori trentini: «Lavoriamo in perdita, il rischio è fermare la logistica»
di Redazione
Il presidente di FAI Conftrasporto Trentino-Alto Adige, Andrea Pellegrini, denuncia l’aumento dei costi, le tariffe dei noli ferme e le anomalie dei prezzi all’ingrosso. Chiesti al Governo interventi urgenti su carburante, contratti e rimborsi
Il caro gasolio mette in difficoltà le imprese di autotrasporto del Trentino-Alto Adige, strette tra l’aumento dei costi del carburante, tariffe dei noli che non crescono in proporzione e rimborsi ancora da sbloccare. A lanciare l’allarme è Andrea Pellegrini, presidente di FAI Conftrasporto Trentino-Alto Adige, che parla di una crisi ormai strutturale e avverte del rischio di un blocco della logistica.
«Il settore dell’autotrasporto, spina dorsale dell’economia del nostro territorio e dell’intero Paese, si trova oggi di fronte a un bivio drammatico. Quella che stiamo vivendo non è più una semplice congiuntura negativa, ma una crisi strutturale profonda causata dall’impennata fuori controllo del costo del gasolio e da meccanismi di mercato speculativi», afferma Pellegrini.
Le difficoltà, secondo il presidente, sono particolarmente pesanti per le aziende del territorio, che operano lungo un corridoio europeo strategico già gravato dai costi e dai disagi delle limitazioni unilaterali al Brennero. A questo si aggiunge il problema dei contratti: molte piccole e medie imprese artigiane non dispongono di clausole di adeguamento delle tariffe al costo del carburante, le cosiddette fuel surcharge. E anche dove sono previste, sostiene Pellegrini, le formule attuali non compensano in modo proporzionale gli aumenti effettivi.
Il presidente di FAI Conftrasporto contesta inoltre l’idea che i rincari dei beni di prima necessità siano riconducibili agli aumenti richiesti dagli autotrasportatori. «Qui va smontata una narrazione falsa e inaccettabile: l’aumento a catena dei prezzi dei beni di prima necessità, dall’alimentare a tutto il resto, non è assolutamente dovuto a rincari richiesti dagli autotrasportatori ai loro committenti».
Secondo Pellegrini, mentre i prezzi sugli scaffali salgono, le tariffe del trasporto restano ferme e le imprese assorbono direttamente le perdite per continuare a garantire le consegne. «La verità è che i trasportatori stanno assorbendo le perdite per non fermare il Paese, mentre le speculazioni avvengono altrove lungo la filiera», afferma, indicando tra le criticità anche il mercato del gasolio extra-rete, cioè quello acquistato all’ingrosso dalle aziende per i propri depositi.
Su questo fronte, FAI Conftrasporto segnala un’anomalia: il prezzo del gasolio extra-rete avrebbe superato sistematicamente quello del carburante alla pompa di Eni e di altre compagnie. «Com’è possibile che chi acquista volumi industriali per far viaggiare le merci del Paese paghi il carburante più del singolo automobilista al distributore? È un cortocircuito che sta prosciugando la liquidità delle imprese trentine», denuncia il presidente.
Le richieste al Governo
FAI Conftrasporto Trentino-Alto Adige chiede al Governo di mantenere gli impegni sui ristorni e sui rimborsi del gasolio professionale e di adottare provvedimenti urgenti. Tra le proposte, un intervento ispettivo e regolatorio sui prezzi del mercato extra-rete, con l’obiettivo di fermare le speculazioni e riportare il prezzo industriale all’ingrosso sotto quello alla pompa.
L’associazione sollecita inoltre una revisione delle fuel surcharge, attraverso un meccanismo obbligatorio e proporzionale che colleghi le tariffe dei noli ai costi effettivi del carburante, e lo sblocco dei crediti d’imposta e dei contributi promessi, senza ulteriori ostacoli burocratici.
Le imprese, conclude Pellegrini, hanno continuato a garantire i rifornimenti anche nelle fasi più difficili, ma non possono sostenere da sole il peso della crisi. «La responsabilità non può essere a senso unico. Senza interventi strutturali immediati, molte aziende saranno costrette a spegnere i motori non per protesta, ma per pura impossibilità economica di viaggiare. Il Governo risponda adesso, prima che sia troppo tardi».
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