Calceranica

martedì 4 Agosto, 2026

Il sub Filippo Murgia e il tuffo per salvare papà e figlio nel lago: «Ho sentito le urla, ero allo stremo ma ho fatto di tutto»

di

I due cittadini nepalesi, residenti a Treviso, vivi grazie alla prontezza di alcuni bagnanti. L'apneista e vigile del fuoco volontario si è fatto prestare una maschera e si è buttato

Un bambino che ride mentre cammina nell’acqua del lago di Caldonazzo che gli arriva alle ginocchia, un papà che lo guarda sorridendo. Un attimo, poi il bambino sparisce nelle acque scure del lago, il papà non ci pensa un secondo e si tuffa anche lui, scomparendo sotto la superficie.
Quella che doveva essere una piacevole vacanza si è trasformata in ore di paura e ancora adesso di speranza per una famiglia nepalese di 4 persone, il cui padre e figlio di 4 anni sono spariti nelle acque del lago di Caldonazzo e sono stati recuperati grazie alla prontezza di intervento di alcuni residenti e vacanzieri eroi. Persone che hanno recuperato i due il più in fretta possibile. Così il bambino di 4 anni sarebbe in condizioni stabili all’ospedale di Verona, mentre il padre di 42 lotta tra la vita e la morte all’ospedale Santa Chiara di Trento. Se ha questa possibilità è anche grazie a un eroe del posto, Filippo Murgia, 33 anni, figlio del comandante dei vigili del fuoco volontari di Calceranica, che lo ha recuperato in fondo al lago. «L’ho trovato a 8 metri di profondità – racconta Filippo – Poi abbiamo cercato di portarlo a riva il più velocemente possibile».

L’incidente
I fatti risalgono al primo pomeriggio di ieri. La famiglia, residente a Treviso ma di origine nepalese, si trovava sulla spiaggia davanti all’hotel La Piroga a Calceranica. Si tratta di una spiaggia particolare, stretta tra due pontili, in cui il fondale scende velocemente fino a 8 metri di profondità e che non ha un bagnino presente in zona. Secondo le prime ricostruzioni sembra che il bambino sia entrato in acqua e sia stato poi tradito dal cambio repentino di profondità che gli ha fatto perdere la terra da sotto i piedi, cominciando ad annegare. A questo punto il padre non ci ha pensato un secondo a gettarsi in suo aiuto ma, forse perché non era capace di nuotare, è andato anche lui in difficoltà.

Filippo e gli altri eroi
A questo punto la moglie e la figlia più grande hanno iniziato a urlare attirando l’attenzione dei bagnanti del posto che si sono rivelati salvifici. Qualcuno ha chiamato i soccorsi che si sono attivati rapidamente, altri si sono gettati a soccorrere il bambino.
Nella sfortuna, la fortuna della famiglia è stata anche la presenza sul posto di Filippo Bruno che conosce bene quelle acque, è sub e apenista e soprattutto aveva con sé la sua maschera. «Mi stavo asciugando quando ho sentito urlare e un mio amico mi ha detto “Corri Filippo!”, perché sapeva che ho la maschera e mi piace immergermi». Solo grazie alla sua preparazione e alla maschera Filippo è riuscito a ritrovare l’uomo nelle acque scure del lago. «Non si vedeva quasi nulla. Mi sono immerso 3 o 4 volte, ero quasi allo stremo delle forze, ma ho fatto un ultimo tentantivo. Mi sono spinto fino a 8 metri di profondità e lì prima ho visti i piedi e poi la figura di un uomo prona». A questo punto Filippo è riuscito a riportare l’uomo in superficie dove è stato aiutato da un altro bagnante per portarlo a riva. Lì un medico condotto e la sua compagna infermiera, che si trovavano sul posto, hanno iniziato le operazioni di rianimazione del papà e del figlio. Un doppio intervento che ha permesso ai soccorsi arrivati sul posto di stabilizzarli entrambi e portarli in ospedale. «Quando ho sentito le grida non ci ho pensato un momento a gettarmi in acqua, è stato tutto molto istintivo, e credo sia stata così anche per gli altri – racconta Filippo Bruno – Ho fatto tutto quello che ho potuto nei miei limiti. Sapevo che il tempo era cruciale. Spero che l’uomo si riprenda». Sul posto si sono portati due elicotteri sanitari, l’ambulanza, i vigili del fuoco volontari di Calceranica e di Caldonazzo, i bagnini del servizio spiagge sicure, oltre alla polizia locale e alla polizia giudiziaria per i rilievi del caso. Per intervenire repentinamente, l’ambulanza ha abbattutto le stanghe di un passaggio a livello causando un’interruzione al traffico ferroviario di un’ora e mezza. Disagi comprensibili quando pochi minuti sono fondamentali.
Minuti in cui Filippo e altri bagnanti sono stati la differenza tra la vita e la morte.

Commenti: