L'intervista
sabato 5 Settembre, 2026
Non solo sinistra, alla manifestazione antifascista a Dro anche il «fugattiano» Soini: «Nessuno spazio da noi a chi inneggia ai nazisti»
di Simone Casciano
Il presidente del consiglio Provinciale: «Io in piazza per l'autonomia e la democrazia»
Che quella di Pietramurata sarebbe stata una manifestazione diversa dal solito, lo si è capito anche quando in piazza sono arrivati il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini e l’assessora provinciale Giulia Zanotelli. Entrambi del centrodestra, hanno sfilato per le vie di Pietramurata fianco a fianco a esponenti politici di centrosinistra e in mezzo a bandiere di ogni tipo. Lungo il percorso della manifestazione, si è ricompattato così un fronte unitario antifascista, un cordone sanitario contro l’estremismo portato in valle dal raduno naziskin del Fronte veneto skinhead.
Una piazza «bella e democratica» la definisce Soini.
Soini che bilancio fa della piazza di giovedì?
«Sicuramente è stata una piazza democratica, poi una manifestazione serena ed è andato tutto bene. È stata una grande partecipazione di cittadini che hanno a cuore i nostri valori, la democrazia e l’autonomia. Erano i motivi che mi hanno visto lì. Ho partecipato per rimarcare che i nostri valori non sono quelli di chi lì sta facendo un evento diverso. Per questo motivo ho deciso di essere lì. Innanzitutto, per dare solidarietà alla popolazione e alla sindaca che si trovano a fronteggiare cose che non si aspettavano di vivere e che non appartengono a loro e a tutto il Trentino. È stata proprio una bella piazza, pacifica e serena, un momento bello».
La sua presenza e quella di Zanotelli, entrambi del centrodestra, ricompatta così un ampio cordone sanitario antifascista contro questi estremisti?
«Sì assolutamente, direi che le istituzioni devono uscire dallo schema partitico, e ricordarsi sempre che rappresentano tutti i cittadini. Io sono andato lì in rappresentanza del Consiglio provinciale, un istituzione che rappresenta il Trentino a 360 gradi e io lì, in quella piazza, rappresentavo tutti i consiglieri. La giunta provinciale c’era con l’assessora Zanotelli, e penso sia stato importante che anche il governo provinciale fosse lì a rimarcare quei valori. Consiglio e giunta hanno fatto sicuramente bene a essere presenti».
La preoccupa però che ci siano esponenti di un partito, parlo di Futuro Nazionale, che ambisce a posti in Parlamento e in Consiglio provinciale che dicono di non avere problemi ad andare a un raduno naziskin?
«Io preferirei, per il mio ruolo, entrare nel merito di queste dinamiche partitiche ed elettorali. Però è chiaro che chi come noi ha dei valori profondi, e parlo di tutte le forze politiche che erano in quella piazza, non possono ritrovarsi e riconoscersi con chi invece apre a quella cosa lì. Non ci riconosciamo in nulla di ciò».
Oggi arriva il presidente Sergio Mattarella per celebrare l’accordo Degasperi-Gruber. Impressiona che a pochi chilometri ci sia quel raduno?
«Beh certo che è un contrasto forte e che non ci piace. Noi siamo contro ogni forma di autoritarismo e discriminazione, quell che va in scena al Ciclamino contrasta con la nostra storia. Oggi Mattarella arriva in Alto Adige e in Trentino per celebrare l’accordo Degasperi-Gruber che è un passaggio fondamentale di un anno storico per l’Italia: il referendum sulla Repubblica, il voto alle donne e la Costituente. Quella di Mattarella è una presenza importante e prestigiosa. Una visita che accogliamo con grande favore. Ci aspettiamo una giornata ricca di contenuti che ci renderà felici e orgogliosi».
L’estrema destra sembra però crescere un po’ in tutta Europa. Qual è secondo lei la causa? Come la si combatte?
«Si combatte tramandando i valori democratici e dell’autonomia e poi rendendoli reali con le buone pratiche giorno dopo giorno. Stare assieme, dialogare, confrontarsi, lavorare tutti assieme, maggioranza e opposizione, ricordandoci che siamo innanzitutto comunità e comunità trentina. Tutto parte da lì, questa è la base della nostra democrazia e della nostra autonomia. Questi sono i nostri valori e i nostri pilastri e non si conciliano con chi invece parla di autarchia, di razzismo e di altre forme di odio che sono alla base di quel raduno. La pacifica convivenza tra persone di lingue e culture diverse è la base del Trentino Alto Adige e poi dell’Euregio, un modello che dovrebbe essere esportato altrove. Un modello che ovviamente rende evidente che a noi, alle genti del Trentino, gli estremismi non appartengono».
Ecco però ora ci sono due appuntamenti elettorali in due anni: nazionali e provinciali. Questo cordone sanitario saprà reggere e non far entrare chi invece è ambiguo nei confronti di questi estremisti?
«Guardi, io credo che la politica sia capace di fare fronte comune. A volte ci si divide tra destra e sinistra perché le sensibilità sono diverse, ma su tematiche profonde, come quelle di questi giorni, siamo stati capaci di compattarci per difendere un modo comune di essere trentini e quindi anche italiani».
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