I risultati
mercoledì 30 Ottobre, 2024
Niente Dna: rimane ignoto l’orso dell’aggressione nel Bleggio
di Simone Casciano
Per la prima volta, i campioni raccolti dopo un contatto tra uomo e animale non danno risultati: ecco cosa potrebbe succedere
L’orso responsabile dell’incontro con l’operaio forestale del Comune di Bleggio Superiore di una settimana fa rimarrà sconosciuto e ora la Provincia naviga in acque inesplorate. Sì perché non era mai successo prima che le analisi dei campioni genetici non fossero in grado di produrre un campione di Dna e questo significa che è impossibile risalire all’identità del plantigrado, rendendo inattuabili le azioni successive: siano essere il radiocollaraggio o la rimozione che la Provincia aveva paventato nel primo comunicato dopo l’aggressione.
La mancata identificazione
«I laboratori della Fondazione Edmund Mach hanno comunicato che le analisi genetiche sui reperti raccolti nel luogo del contatto fisico tra l’orso e un fungaiolo, avvenuto sabato 19 ottobre nel comune di Bleggio Superiore, non hanno prodotto risultati».
Inizia così il comunicato della Provincia che procede poi spiegando che «non è stato pertanto possibile in questo caso attribuire con certezza l’evento ad uno specifico plantigrado. Si ritiene che a questo abbia potuto contribuire da un lato l’esiguità dei campioni organici recuperati sul posto, dall’altro la forte umidità del contesto dove sono avvenuti i fatti. Si tratta comunque di uno scenario che, come noto, può verificarsi ogni volta che si procede all’analisi genetica di campioni organici provenienti da contesti ambientali difficili». La pioggia è stata quindi un fattore determinante, non solo perché ha «lavato» il luogo in cui è avvenuto l’incontro, rendendo difficile, quasi impossibile, recuperare campioni genetici chiari, ma anche i residui che erano stati trovati sulla maglietta del 33enne si sono rivelati insufficienti e il colpevole sarebbe sempre la pioggia che avrebbe diluito il campione genetico.
I prossimi passi
Il comunicato della Provincia si conclude dicendo che «prosegue intanto l’attività di monitoraggio intensivo a cura dell’amministrazione provinciale, al fine di garantire l’applicazione di tutte le misure gestionali possibili a tutela della pubblica sicurezza». Lo spazio di manovra però è limitato. Quando a luglio Kj1 aggredì il turista francese la Provincia fece subito un’ordinanza urgente di abbattimento prima ancora di conoscere l’identità dell’orsa responsabile. Un’ordinanza che fu subito sospesa dal Tar che nelle motivazioni indicava anche il fatto che non si conoscesse l’identità dell’animale. Improbabile quindi che la Provincia possa seguire quella strada. Si potrebbe quindi puntare sul monitoraggio, tentare una cattura con trappola a tubo e successivo radiocollaraggio, ma anche qui, qualora un orso cadesse nella trappola, non si avrebbe la certezza che si tratti dello stesso esemplare.
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