La tragedia
domenica 12 Aprile, 2026
Motociclista esce di strada sul passo San Pellegrino: muore barman veneto di 24 anni
di Redazione
La vittima dell'incidente a Soraga di Fassa è Pietro Serafin, di Mestre: sabato era sulla sua Kawasaki quando ha perso il controllo ed è volato per 4 metri finendo contro un albero. Nell'hotel in cui lavorava: «Uno di famiglia»
Era in sella alla sua potente Kawasaki sulla strada tra Soraga e passo San Pellegrino, versante trentino, Pietro Serafin, barman di 24 anni di Mestre, quartiere Gazzera, quando ha perso il controllo della motocicletta finendo fuori strada, ieri sera, 11 aprile, intorno alle 16.30. Il giovane ha fatto un volo di circa 4 metri finendo contro un albero. Le sue condizioni sono subito sembrate molto gravi e l’intervento del medico dell’elicottero del Suem e della Croce verde della val Biois è stato tempestivo, ma non c’è stato nulla da fare. Il ragazzo è morto dopo 26 minuti di tentativi di rianimazione. L’incidente si è verificato vicino al laghetto poco prima del confine tra Trentino e Veneto. Il ragazzo, che faceva il barman all’hotel ai Pini di Mestre, era salito fino in Trentino per una gita con la sua motocicletta, ma a tradirlo, sulla strada del ritorno a casa, probabilmente è stato un mucchietto di terra sulla carreggiata. La dinamica esatta dovrà essere ricostruita dagli uomini della polizia locale di Moena che è salita sul luogo della tragedia insieme ai vigili del fuoco di Moena e Agordo, e ai carabinieri di Falcade. Il giovane è stato molto sfortunato perché è volato via dalla motocicletta ed è finito contro l’albero urtando in maniera molto pesante. I traumi riportati sono stati fatali. Gli uomini della croce Verde hanno tentato in tutti i modi di strapparlo a un destino crudele e ingiusto, ma non è stato possibile far nulla per salvarlo. Polizia locale e carabinieri hanno provveduto a ricostruire quanto accaduto sentendo anche automobilisti di passaggio. Secondo quanto emerso dalle testimonianze, il giovane avrebbe fatto tutto da solo e non ci sarebbe responsabilità di altre persone in quanto accaduto.
La notizia della morte di Serafin è arrivata in un lampo nella casa di via Lussingrande, dove il giovane viveva con i genitori e il fratello poco più grande. Nell’abitazione, ieri sera, non c’era nessuno. Tapparelle abbassate, niente luci accese: «Sono corsi a Trento», sussurra una vicina, lasciando intendere la corsa disperata della famiglia dopo aver appreso la notizia.
Un colpo durissimo anche per l’hotel Ai Pini, dove Pietro lavorava da anni come bartender. Qui era cresciuto professionalmente, diventando molto più di un dipendente. «Aveva iniziato a lavorare qui come collaboratore di sala diversi anni fa, per noi era come uno di famiglia -raccontano dall’albergo- quando ci hanno chiamati per avvisarci non volevamo crederci». La telefonata arrivata in reception ha avuto un impatto devastante: la donna che ha risposto si è sentita male ed è svenuta, sopraffatta dalla notizia. Chi lo ha visto crescere lo ricorda come un ragazzo energico, socievole, ma riservato.
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