L'intervista

domenica 18 Ottobre, 2026

Montagna, 800 interventi in estate e un aumento del 10%: «I social non mostrano i rischi, serve prudenza»

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L'appello di Walter Cainelli, presidente del Soccorso alpino: «Non lasciatevi condizionare dai panorami che vedete su internet: le foto non raccontano la difficoltà del percorso»
Walter Cainelli, presidente soccorso alpino

«In montagna serve prudenza, valutazione e responsabilità». Il presidente del Soccorso alpino e speleologico Trentino, Walter Cainelli, dopo l’ultimo incidente in montagna lancia un appello.

Presidente Cainelli, che estate è stata per il Soccorso alpino trentino?
«Impegnativa. Dal primo giugno alla fine di agosto abbiamo effettuato circa 800 interventi, con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I numeri ci portano a ribadire l’importanza della prevenzione. La montagna è un ambiente meraviglioso, ma richiede attenzione, preparazione e consapevolezza. Non bisogna sottovalutare i rischi e, soprattutto, occorre conoscere i propri limiti».
Quanto può influire il desiderio di raggiungere un punto panoramico e scattare una fotografia sulla sicurezza in montagna?
«Tanto, basta una distrazione… E poi c’è un altro problema».

Quale?
«I social influenzano le scelte degli escursionisti. Le foto postate mostrano panorami spettacolari che diventano mete ambite. Ma l’immagine non racconta la difficoltà del percorso, la preparazione richiesta e i rischi che si possono incontrare. È importante non lasciarsi condizionare».

Quali sono gli errori più frequenti?
«Capita che le persone sbaglino sentiero, che affrontino percorsi non adatti alla propria preparazione oppure che si trovino in difficoltà perché non hanno valutato correttamente l’itinerario. A volte manca una pianificazione adeguata, altre volte l’attrezzatura non è quella necessaria per l’attività che si vuole svolgere. Sono aspetti che possono fare la differenza».
La preparazione comincia prima di mettersi in cammino.
«Assolutamente sì. Prima di partire bisogna pianificare l’escursione, valutare la propria preparazione fisica, studiare il percorso e scegliere l’attrezzatura adeguata. È fondamentale anche consultare il bollettino meteorologico e tenere conto delle condizioni che si possono incontrare lungo il tragitto. Sono accorgimenti semplici, ma permettono di ridurre sensibilmente i rischi».

Quanto conta l’attrezzatura?
«Molto, perché deve essere scelta in funzione dell’attività che si intende affrontare. Ci sono persone che si avventurano su sentieri impegnativi o itinerari di tipo alpinistico con calzature non adeguate, per esempio scarpe basse che non sono adatte a quel terreno. Bisogna distinguere tra una passeggiata e un percorso che richiede esperienza e materiali specifici. Se non si hanno le competenze necessarie, è meglio informarsi e affidarsi a chi conosce la montagna».

Quali consigli si sente di dare?
«Il nostro appello è a un approccio prudente e consapevole alla montagna. Stiamo lavorando proprio per diffondere una maggiore cultura della sicurezza e aiutare le persone a comprendere ciò che stanno per affrontare. Non si tratta di rinunciare alle escursioni, ma di viverle nel modo corretto. Bisogna informarsi, prepararsi, scegliere itinerari compatibili con le proprie capacità e non avere paura di tornare indietro quando le condizioni lo richiedono».

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