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giovedì 24 Luglio, 2025
Millepiedi giganti e insetti stecco dal colore blu metallico: al Muse si possono osservare i grandi gli invertebrati africani
di Redazione
Il video-racconto del progetto scientifico allestito nella serra tropicale del museo. Ultimi giorni per vedere gli insetti
Coleotteri che profumano di albicocca, mantidi “invisibili” come fantasmi, millepiedi giganti e insetti stecco dal colore blu metallico: nella serra tropicale del MUSE sono gli ultimi giorni per osservare da vicino gli invertebrati africani e le loro strategie per sopravvivere alla vita nella giungla. Grazie alla collaborazione tra MUSE, Casa delle Farfalle e MUFFFA – Museo delle Farfalle e delle Foreste di Bordano l’iniziativa “Bugs’ Life” accende l’attenzione su un gruppo animale spesso trascurato, ma cruciale per la salute degli ecosistemi.
C’è tempo fino al 3 agosto per addentrarsi nella foresta tropicale tanzaniana del MUSE e scoprire la vita nascosta della fauna invertebrata tipica dell’Africa. Dopo tre edizioni dedicate alle farfalle tropicali, il percorso espositivo della serra del MUSE si colora di nuovi ospiti: coleotteri profumati, mantidi mimetiche, millepiedi e chiocciole terrestri tra le più grandi al mondo.
Passeggiando nella folta vegetazione, visitatrici e visitatori potranno scoprire come vivono, come si difendono e come si riproducono questi animali, grazie a dieci terrari e quattro teche entomologiche che consentiranno di osservarli da vicino in sicurezza, nel rispetto delle loro esigenze ecologiche.
“L’iniziativa, aperta dal 14 giugno, arricchisce la visita alla serra tropicale del museo: è facile in questo periodo vedere tante persone ferme davanti ai terrari, intente nella ricerca e nell’osservazione dei curiosi protagonisti di questa esposizione. Tra gli obiettivi della mostra, sicuramente c’è quello di stimolare la riflessione sull’importanza della conservazione della biodiversità e sulla tutela degli ecosistemi forestali, evidenziando il valore dell’interazione tra organismi viventi”, ricorda Chiara Steffanini, mediatrice scientifica del MUSE e coordinatrice del progetto.
Diversi sono i “giganti” ospitati, con alcuni record, quali le più grandi specie esistenti di chiocciola terrestre, di millepiedi e di blatta, che raccontano perché il gigantismo può essere un vantaggio.
Tra gli animali più insoliti e poco conosciuti ci sono anche lo scarabeo profumato, riconoscibile grazie al suo aroma fruttato che rilascia per colpire le femmine; lo stecco gioiello, il cui maschio esibisce una splendida livrea metallica, straordinaria per un insetto appartenente a questo gruppo, tipicamente specializzato nel non farsi vedere; le cimici assassine, anch’esse giganti del gruppo, in grado di spruzzare veleno per difendersi dagli aggressori.
Oltre a chi utilizza strategie “tradizionali”, come il diffuso mimetismo criptico, c’è chi si finge morto, come la mantide fantasma, o chi produce suoni intimidatori come alcuni scarabei e blatte.
“Questi invertebrati sono ambasciatori silenziosi delle foreste tropicali, capaci di raccontare, con le loro forme e comportamenti, la delicatezza degli equilibri ecologici da cui dipendono non solo loro, ma anche molte altre specie, compresa la nostra. In un mondo che rischia di perdere biodiversità a un ritmo senza precedenti – conclude Steffanini – anche gli insetti devono essere raccontati, rispettati e difesi. Perché conoscere è il primo passo per proteggere”.
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