Il caso
giovedì 24 Luglio, 2025
Mette in vendita un robot aspirapolvere, un acquirente lo va a vedere, approfitta della sua cecità e lo ruba ma i carabinieri lo recuperano
Il sessantenne si è accorto della truffa solo pochi giorni dopo
Nelle scorse settimane, una pattuglia «a piedi» della Stazione Carabinieri di Arco, mentre attraversava un parco pubblico di uno dei comuni dell’Alto Garda, veniva avvicinata da una signora in compagnia di un sessantenne disabile per cecità. L’uomo riferiva ai militari che, a fine aprile 2025, aveva messo in vendita sulla piattaforma social “market place” un robot aspirapolvere usato per la somma di 500 euro. Dopo qualche ora, era stato contattato da una persona interessata all’acquisto, concordando con lui un appuntamento di persona per mostrargli l’elettrodomestico.
Effettivamente, il giorno successivo, presso l’abitazione del sessantenne, si era presentato uno straniero che, una volta provato il robot, aveva confermato l’intenzione di procedere all’acquisto: a quel punto però, sfruttando le difficoltà visive del venditore, gli aveva riferito di non avere con sé denaro contante, convincendolo che avrebbe provveduto ad effettuare il pagamento attraverso un bonifico istantaneo. Peraltro, per rassicurare il sessantenne, egli effettuava l’operazione bancaria in quel frangente, attraverso l’app del proprio telefono cellulare e alla presenza della badante dell’anziano. Terminata l’operazione, si era quindi allontanato tranquillamente con il robot aspirapolvere. Purtroppo, solo qualche giorno dopo, il sessantenne si rendeva conto che nessun accredito sul proprio conto corrente era stato effettuato e che pertanto era stato vittima di una truffa.
Una volta formalizzata la denuncia, i Carabinieri della Stazione di Arco avviavano immediatamente le indagini tese ad identificare lo straniero e ad individuare la sua abitazione, andando ad eseguire un decreto di perquisizione domiciliare che consentiva di rinvenire l’elettrodomestico oggetto della truffa.
Al termine delle formalità di rito lo straniero, per il quale vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza di condanna passata in giudicato, veniva denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rovereto per truffa aggravata, mentre l’aspirapolvere veniva posto sotto sequestro e restituito al legittimo proprietario.
I Carabinieri, implementando i regolari servizi perlustrativi con ulteriori “pattuglie a piedi”, effettuate nelle aree urbane, nei centri storici e nei luoghi di aggregazione hanno l’obbiettivo non solo di prevenire comportamenti illeciti e di disagio giovanile, ma altresì di favorire un senso di sicurezza tra i cittadini, permettendo un contatto diretto e offrendo un punto di riferimento alla popolazione per chiedere informazioni o, come in questo caso, segnalare problemi o necessità.
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